Il vice capogruppo regionale dei Dem: “In giunta nessuna voce teramana. Così si rischia di aumentare la mobilità passiva e indebolire gli ospedali della provincia”
TERAMO – La provincia di Teramo resta l’unica in Abruzzo con l’atto aziendale dell’Asl ancora fermo. È la denuncia del vice capogruppo del Partito Democratico Dino Pepe, che accusa la giunta regionale di «penalizzare la sanità teramana» mentre le altre aziende sanitarie hanno già avviato l’iter di approvazione.
Secondo il consigliere dal Pd, le Asl di L’Aquila, Chieti e Pescara hanno ricevuto il via libera già a marzo, mentre il documento teramano è rimasto bloccato dopo le osservazioni dell’assessorato alla Sanità e dell’Agenzia sanitaria regionale. Una situazione che, sostiene Pepe, crea «una evidente disparità di trattamento» e rischia di far ricadere sul territorio teramano le conseguenze del disavanzo sanitario regionale.
Pepe punta il dito anche contro la maggioranza in consiglio regionale, accusata di non aver difeso la provincia: «In un momento così delicato si avverte l’assenza di una posizione chiara e coesa. Sembra che in giunta non ci siano teramani».
Pepe ricorda inoltre che nei mesi scorsi il centrodestra aveva attribuito lo stallo all’allora direttore dell’Asr Pierluigi Cosenza, ma che «nulla è cambiato» dopo la nomina di Maurizio Brucchi, ex direttore sanitario dell’Asl di Teramo ora alla guida dell’Agenzia sanitaria regionale.
Nella nota, il consigliere esprime preoccupazione per le ricadute sulla rete ospedaliera provinciale. Tra i punti più contestati c’è la possibile trasformazione del reparto di Malattie infettive del Mazzini da Uoc a Uosd. Un altro stallo riguarda la Uoc di Chirurgia dell’ospedale di Sant’Omero, struttura di confine che serve anche un ampio bacino turistico e che in passato ha già subito il declassamento di Ginecologia e Ostetricia.
«Provvedimenti del genere – afferma Pepe – rischiano di alimentare la mobilità passiva, con un aggravio economico per la Regione». Critiche anche alla legge di riordino della rete ospedaliera approvata nel dicembre 2023, definita «una vera mattanza per la sanità teramana a favore di altri territori».
Il consigliere conclude esprimendo sostegno ai sindaci di Teramo e Sant’Omero, Gianguido D’Alberto e Andrea Luzii, impegnati nel monitoraggio dell’atto aziendale.