Il Collegio denuncia la mancata risposta del Comune su dati essenziali, sollecita interventi urgenti sul settore tributi e chiede assunzioni “non più prorogabili”
CHIETI – Arriva la terza relazione trimestrale del Collegio dei revisori del Comune di Chieti e per il sindaco Giovanni Legnini non sono buone notizie. La relazione riguarda il periodo novembre 2025 – maggio 2026 e si ferma, dunque, a ridosso dell’entrata della nuova amministrazione comunale.
I revisori – Andrea Ruggieri, Michele Lazetera e Mario Del Vecchio – lamentano innanzitutto la mancanza di risposte: la macchina amministrativa non sta fornendo le informazioni necessarie per il risanamento e alcune criticità rischiano di trasformarsi in danni erariali.
Su cinque richieste documentali fondamentali non è arrivato alcun riscontro dal Comune. Tra queste, l’indicatore di ritardo annuale dei pagamenti, gli effetti del piano per ridurre i tempi di pagamento, i dati sulle fatture in piattaforma crediti commerciali, i costi della riscossione affidata ai privati e lo stato della valutazione dirigenziale legata ai tempi di pagamento.
Il nodo della riscossione è come sempre al centro delle criticità del Comune. La relazione evidenzia che l’attività della società Mercurio sulla Tari (tassa sui rifiuti) 2019-2022 ha prodotto un aumento della riscossione di circa 500mila euro, pari al 3,4% rispetto agli anni precedenti. Ma i revisori avvertono che non è possibile valutarne l’efficacia, perché il Comune non ha comunicato i costi del servizio. Mancano dati anche in relazione all’Imu. Il Collegio avverte: “Il periodo di tempo trascorso espone il Comune al rischio concreto, attuale e irreversibile, di decadenza o prescrizione dei termini per la riscossione coattiva. Si ricorda che l’inerzia nella riscossione dei crediti configura un’ipotesi tipica di danno erariale
per perdita del credito”. Da qui la richiesta di provvedimenti “ad horas”, anche con gestioni provvisorie o procedure d’urgenza.
Bene, invece, il settore parcheggi. Il report mostra che nel 2025 gli incassi dei parcheggi sono saliti a 940.675 euro, con spese ridotte a 319mila euro. Il margine netto per il Comune è passato da 318mila a 621.675 euro. Resta però inevasa la richiesta dei revisori di valutare la messa a pagamento degli stalli nell’area di Rete ferroviaria italiana vicino alla stazione ferroviaria, dopo la cessazione del canone.
Male la gestione cimiteriale che continua a produrre perdite: 197.197 euro nel 2025. La banca dati delle lampade votive è ancora mancante: “Non può sottacersi la necessità di dare avvio, in qualsiasi modo, alla ricostruzione della banca dati”, rimarcano i revisori che chiedono anche un adeguamento delle tariffe e l’avvio delle estumulazioni.
Resta la criticità delle gravi carenze d’organico della macchina comunale, che da 326 dipendenti nel 2014 è scesa a 159 nel 2026. I revisori chiedono una politica assunzionale “più coraggiosa”, ricordando che Chieti – pur in dissesto – ha una buona capacità di procedere ad assunzioni.
Per quanto riguarda la liquidità dell’ente, il Comune non è più in anticipazione di tesoreria, fatto positivo ma, secondo il collegio, non strutturale. Le entrate correnti sono diminuite nel 2024 e 2025, mentre la spesa corrente è scesa nel 2024 per poi impennarsi nel 2025. Secondo i revisori, l’ente avrebbe dovuto investire in manutenzioni ordinarie, assunzioni e mutui per modernizzare uffici e città. Per il collegio “serve un cambio di passo immediato. Non è possibile rientrare nei tempi medi di pagamento senza nuove assunzioni, digitalizzazione e riunificazione degli uffici”.