Rinviata all’11 settembre l’audizione della criminologa Roberta Bruzzone, attesa per la sua consulenza sulle chat e sugli elementi informatici
LANCIANO – Non sarà ascoltato in aula il giovane imputato accusato di istigazione o aiuto al suicidio nel processo per la morte di Andrea Prospero, lo studente universitario di 19 anni originario di Lanciano, trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in un appartamento del centro storico di Perugia, dove si era trasferito per motivi di studio.
Nel corso dell’udienza, la difesa ha formalmente rinunciato all’esame del proprio assistito, presente in aula. A seguito di questa decisione, il pubblico ministero ha chiesto alla Corte d’assise di acquisire le dichiarazioni già rese dall’imputato davanti al giudice per le indagini preliminari in sede di richiesta di patteggiamento.
In aula erano presenti anche i familiari della vittima: i genitori, la sorella gemella e il fratello di Andrea Prospero, che seguono da vicino tutte le fasi del procedimento.
La difesa ha inoltre rinunciato all’audizione del giovane che aveva ceduto l’ossicodone allo studente. La parte civile ha quindi chiesto l’acquisizione della sentenza con cui lo stesso è stato condannato a otto mesi di reclusione, pena patteggiata per spaccio e cessione di sostanze stupefacenti.
È stata invece rinviata all’11 settembre l’audizione della criminologa Roberta Bruzzone, consulente della famiglia Prospero, che ha comunicato un legittimo impedimento. La sua testimonianza è considerata uno dei momenti chiave del processo.
Nel corso delle indagini, Bruzzone ha analizzato il materiale investigativo raccolto dagli inquirenti, con particolare attenzione alle conversazioni tra Andrea Prospero e l’imputato nelle ore precedenti alla morte, oltre ad altri elementi informatici acquisiti. Le conclusioni della consulenza erano già emerse nella fase dell’udienza preliminare, contribuendo al rigetto della richiesta di patteggiamento.