Borse di studio per formare educatori, pedagogisti e assistenti sociali. Santangelo: “Una grande opportunità che l’Abruzzo saprà cogliere immediatamente”
L’AQUILA – Il Ministero per le Disabilità ha trasmesso ufficialmente alle Regioni lo schema di decreto per il finanziamento di borse di studio strategiche, destinate alla frequenza di corsi di laurea, lauree magistrali e percorsi di alta formazione focalizzati sulla redazione di progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati. La misura, che prevede anche l’attivazione di tirocini mirati in stretta collaborazione con gli Enti del Terzo Settore, punta a strutturare competenze professionali d’eccellenza in un ambito cruciale per il welfare del futuro.
I fondi saranno interamente dedicati alle Università statali e non statali legalmente riconosciute dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Per accedere ai finanziamenti, gli atenei dovranno avere già attivi – o pronti a partire entro l’anno accademico 2026/2027 – corsi di studio coerenti con gli obiettivi del decreto.
Il provvedimento ha immediatamente incassato il plauso della Regione Abruzzo. L’assessore alla Ricerca e Università, Roberto Santangelo, ha confermato la firma sul parere favorevole, sottolineando come la regione si trovi già in una posizione di netto vantaggio rispetto alla roadmap nazionale.
«Quella proposta dal Ministero è una grande opportunità che l’Abruzzo saprà cogliere immediatamente» ha dichiarato l’assessore Santangelo. «Da tempo, infatti, stiamo lavorando sull’idea di finanziare borse di studio destinate a studenti e studentesse che intendono intraprendere percorsi di specializzazione in ambito sociosanitario».
Un impegno concreto che si sta già traducendo in atti amministrativi e accademici. La Regione Abruzzo sta infatti già implementando una specifica Convenzione con l’Università degli Studi di Teramo, un’iniziativa pionieristica che anticipa le linee guida ministeriali.
«Si tratta di un progetto strategico che ci rende, a tutti gli effetti, precursori di una buona prassi a livello nazionale», ha concluso Santangelo, evidenziando come la sinergia tra istituzioni e mondo accademico locale sia la chiave per rispondere con efficacia alle nuove sfide dell’inclusione sociale.