Il presidente della sezione locale Palladini lamenta mancanza di ascolto e partecipazione: «In consiglio approvata la proposta originaria, scarsa considerazione per le nostre idee»
PESCARA – Italia Nostra storce il naso di fronte alla delibera approvata dal consiglio comunale sulla governance della riserva della Pineta Dannunziana. Massimo Palladini, presidente della sezione pescarese e consigliere nazionale dell’associazione, lamenta la scarsità di partecipazione e comunicazione intorno sull’intero processo decisionale e per il risultato finale.
«Credo di interpretare il pensiero di tutte le associazioni, se affermo che questo modo di intendere la partecipazione come copertura dell’ultima ora per decisioni già prese danneggia la città», afferma Palladini, ricordando il breve percorso tra l’invito a formulare proposte e l’approvazione del documento in consiglio comunale.
«Le associazioni ambientaliste di Pescara», ricorda Palladini, «hanno ricevuto notizia che martedì 23 giugno si sarebbe tenuta una commissione consiliare per esaminare una proposta della giunta per istituire un organismo di governance per la pineta, previsto dalla legge istitutiva della riserva regionale e per decenni ignorato.
«La proposta riguarda sostanzialmente una riorganizzazione degli uffici, senza recepire le indicazioni più volte proposte. Nonostante questo le associazioni», continua il presidente di Italia Nostra, «con un grande sforzo di sintesi, hanno proposto un contributo organico in alternativa o da integrare a quello predisposto, facendo presente la propria disponibilità a un tavolo tecnico per comporre un testo unificato nel giro di pochi giorni».
A partecipare, oltre a Italia Nostra, sono stati Touring Club, Club di Territorio, Archeoclub, Wwf, Conalpa e Radici in Comune. Il documento viene consegnato alla commissione consiliare e diffuso agli organi di stampa. «Apprendiamo a cose fatte che il consiglio comunale ha approvato a maggioranza la proposta originaria: direttore sarà un funzionario interno, non ci sarà un comitato scientifico che decide le strategie, un direttore qualificato che le attui, né un controllo partecipativo costante sulla base di report obbligatori».
Insomma, nessuna considerazione da parte dell’amministrazione del sindaco Carlo Masci per quanto proposto nel corso degli anni, e sintetizzato in pochi giorni, dal gruppo di associazioni ambientaliste, nonostante l’invito alla partecipazione. «Cambiare tutto perché nulla cambi», commenta amaramente Palladini.