Muro contro muro in consiglio comunale tra maggioranza e opposizione. Il centrosinistra: «Mancano trasparenza, condivisione e valorizzazione delle competenze». Il vicesindaco Santilli: «Atto che tutela il nostro polmone verde più importante, la minoranza non ha voluto contribuire»
PESCARA – Passa con i soli voti della maggioranza la delibera per l’istituzione della governance della Riserva naturale regionale Pineta Dannunziana, dopo una discussione su emendamenti e subemendamenti divisa tra due sedute di consiglio comunale, quelle di ieri e di oggi, che hanno visto un muro contro muro tra maggioranza e opposizione. Alla fine, di fatto, a unire governo cittadino e minoranza, è stato solo lo scambio di accuse sulla mancanza di ascolto e sulla volontà di condivisione.
In aula a tenere vivo il dibattito sono stati soprattutto gli interventi di Piero Giampietro (Pd) e Paolo Sola (M5S) per illustrare e sostenere una serie di modifiche ispirate, in linea di massima, alle richieste delle associazioni ambientaliste. Queste avevano proposto, con un documento illustrato in commissione, di rafforzare il ruolo della comunità scientifica, e avevano ritenuto insufficiente la trasparenza nelle nomine e il coinvolgimento di cittadini e associazioni.
Nel merito, il provvedimento è stato tacciato di «spostare tutto il potere decisionale nelle mani della giunta», come ha accusato Sola, stigmatizzando il fatto che «viene ribaltata la legge regionale che mette i consigli comunali, e quindi i cittadini, al centro». Secondo Sola questa delibera «poteva e doveva trovare l’unanimità dell’assemblea», ma invece è stata «una brutta pagina di consiglio comunale», poiché «dai consiglieri di maggioranza non è arrivata una sola parola, né per esprimere un dubbio né per rassicurare i cittadini, sul fatto che questa sia una scelta che tutela la riserva».
Come Sola, anche Giampietro ha insistito sulla mancanza di condivisione e sulla povertà del documento, che presenta tante lacune, dalla carenza di partecipazione fino allo scarso peso dato agli esperti del settore, senza dimenticare che «alla Riserva non viene assegnato più personale né un solo operaio in più, né viene installata una sola telecamera in più».
«Nessun consigliere di maggioranza», ha lamentato inoltre Giampietro, «ha avuto la dignità di fare un solo intervento in aula. Al centrodestra interessa solo nominare un direttore che avrà la giunta come unico riferimento e non risponde al consiglio comunale». Il capogruppo del Pd ha definito la discussione in aula un «mortificante “votificio” di maggioranza», e ha parlato di «dibattito umiliante per la maggioranza stessa, capace solo di rispondere a ordini di scuderia».
Unico voto unanime favorevole dell’assemblea, alla fine, è stato quello all’ultimo emendamento, che prevede una relazione annuale in consiglio su stato dell’arte e programmazione. Una messe di critiche, quindi, respinte in blocco dal vicesindaco Gianni Santilli, che ha parlato invece di «un passaggio fondamentale per il presente e per il futuro del nostro polmone verde più prezioso. Era un impegno assunto in campagna elettorale, e oggi lo abbiamo concretizzato come tante altre promesse».
Per il vicesindaco la delibera è un «atto chiaro, serio e strutturato. La Pineta avrà finalmente un modello di gestione definito. L’organo di gestione sarà individuato all’interno dell’ente, secondo l’assetto organizzativo stabilito dalla giunta a dicembre, con la previsione di un ufficio della riserva e di un direttore a supporto. Un ufficio che dovrà contare su professionalità altamente specializzate in materia ambientale e nelle politiche comunitarie ambientali».
Ci sarà poi una commissione di gestione consultiva – che l’opposizione chiedeva invece che fosse vincolante – regolamentata dalla giunta e «composta da esperti qualificati, nel rispetto della parità di genere e senza compensi, gettoni o indennità». Della commissione faranno parte il sindaco o un suo delegato, un rappresentante designato dalla D’Annunzio e quelli degli ordini professionali di agronomi e forestali, oltre che di associazioni ambientali. Per Santilli, insomma, è «un impianto che punta a mettere insieme istituzioni, mondo scientifico, professionisti, associazioni e competenze tecniche».
Ma dal vicesindaco arriva anche l’attacco politico alla minoranza «che, su un tema così importante, non ha voluto contribuire all’istituzione di questa governance. Parlano spesso di verde e di ambiente, ma quando arriva il momento delle decisioni concrete si tirano indietro. Forse accade perché di questa commissione per la Pineta si parlava da anni, ma solo questa amministrazione l’ha realizzata. Quando governavano loro, invece, si sono ben guardati dall’attivare la governance della Riserva».