Il presidente della Regione Abruzzo rivendica il ruolo del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei nella plenaria di Bruxelles e chiede una revisione realistica delle politiche ambientali: “La transizione ecologica non può diventare deindustrializzazione. Serve equilibrio per tutelare imprese e lavoro”
BRUXELLES – “Il gruppo dei Conservatori e Riformisti europei è stato protagonista di questa sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni. In tre giorni di lavoro abbiamo visto crescere il peso politico dell’ECR e la capacità del nostro gruppo di incidere concretamente sull’agenda europea, con tre pareri approvati, due a larga maggioranza e uno all’unanimità, affidati a relatori appartenenti alla nostra famiglia politica”. Così il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che guida il gruppo ECR al Comitato europeo delle Regioni, ha commentato la plenaria appena conclusa a Bruxelles.
Marsilio ha sottolineato il “valore politico” del confronto avuto con gli europarlamentari Massimiliano Salini (PPE) e Dario Nardella (S&D), impegnati rispettivamente sui dossier relativi alle emissioni di CO₂ per l’industria automobilistica e al settore agricolo. “Nel confronto – ha spiegato – ho rappresentato la necessità di superare alcune rigidità del Green Deal che stanno mettendo in difficoltà l’industria europea. Registro con favore che nella bozza del relatore Salini vengono ripresi molti dei temi che avevo già sollevato nel parere sulla transizione giusta approvato lo scorso anno dal Comitato delle Regioni: neutralità tecnologica, revisione degli obiettivi, maggiore realismo e tutela della competitività delle imprese europee rispetto alla concorrenza cinese e nordamericana”.
Secondo Marsilio, “per troppo tempo socialisti, verdi e ambientalisti hanno continuato a sostenere in modo ideologico l’obiettivo della sola elettrificazione nel più breve tempo possibile, con il risultato di spiazzare l’industria europea e produrre conseguenze molto gravi sul piano occupazionale e produttivo”. “Il pacchetto sull’automobile – ha aggiunto – deve essere coraggioso e deve permettere all’industria europea di respirare. È positivo che anche da parte di Dario Nardella sia arrivata un’apertura almeno sul tema dei veicoli commerciali, questione fondamentale per l’Abruzzo, dove lo stabilimento di Atessa produce il Ducato e l’intera famiglia di veicoli commerciali costruiti sulla stessa piattaforma produttiva”.
Marsilio ha ricordato che proprio sui veicoli commerciali “il percorso verso l’elettrificazione presenta difficoltà ancora maggiori rispetto alle auto tradizionali, per ragioni legate ai carichi, ai tempi di ricarica e all’organizzazione del lavoro”. “È bastato – ha osservato – che la Commissione europea alleggerisse tempi e penalità per vedere diminuire la cassa integrazione, riaprire turni di produzione e annunciare nuovi investimenti, di cui almeno uno proprio sullo stabilimento di Atessa”.
“Mi auguro – ha concluso – che l’esperienza concreta vissuta dai nostri territori e dalle nostre imprese possa ispirare i parlamentari europei di tutti gli schieramenti a modificare le regole in senso più pragmatico, realistico e vicino alle capacità produttive delle aziende. La transizione ecologica non può trasformarsi in deindustrializzazione. Serve un nuovo equilibrio che consenta all’industria automobilistica europea di ripartire, perché da questo settore dipende una parte essenziale della tenuta economica dei nostri Paesi e, per l’Abruzzo, il futuro di uno stabilimento strategico come quello di Atessa”.
Nel corso della plenaria, il gruppo ECR ha ottenuto l’approvazione di tre pareri: – quello di Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, sul nuovo quadro giuridico societario europeo, che introduce una forma societaria digitale operativa in tutti i 27 Stati membri entro due giorni lavorativi e con costi inferiori a 100 euro; – quello del membro ECR Zaccaria, sul portafoglio europeo delle imprese, volto a semplificare le procedure amministrative e digitali; – e infine il parere del polacco Adam Ciszkowski, approvato all’unanimità, sull’Agenda dei consumatori 2025-2030, per rafforzare la tutela dei cittadini nell’ambiente digitale e promuovere il consumo sostenibile.
“Anche il fatto che, per la prima volta dalla costituzione del Comitato delle Regioni, la plenaria sia stata presieduta temporaneamente da un vicepresidente appartenente al gruppo ECR – ha concluso Marsilio – conferma quanto i Conservatori e Riformisti europei siano oggi una componente sempre più attiva, riconosciuta e protagonista nelle istituzioni europee”.