Nell’ex tribunale di piazza Alessandrini mancano gli interventi di efficientamento energetico. L’assessore Carota: “Appalto affidato, servono 120 giorni”. Giampietro (Pd): “Museo necessario per far vivere la piazza ed evitare il degrado”
PESCARA – Il Mediamuseum di piazza Alessandrini non riaprirà prima del prossimo autunno. Conti – per ultimare i lavori necessari – alla mano è questa la data prevista per restituire ai pescaresi l’ex tribunale, sede dal 1995 di alcuni degli spazi culturali più apprezzati del capoluogo adriatico. La questione è stata affrontata nel corso dell’ultimo consiglio comunale, portata in aula dal capogruppo del Partito democratico, Piero Giampietro.
La stima dell’agognata riapertura è arrivata per bocca dell’assessore Maria Rita Carota, che ha illustrato le tappe per far tornare fruibili le sale di piazza Alessandrini. L’assessore ha ricordato innanzitutto innanzitutto come lo stabile sia tornato nella piena disponibilità dell’amministrazione solo nel febbraio scorso, con la consegna, dal parte del direttore dei lavori, del certificato di ultimazione dei lavori su piazza ed edificio.
L’opera di ristrutturazione da due milioni di euro doveva finire nel marzo 2024. è però andata andati avanti fino al novembre dello scorso anno. A febbraio quindi il Comune ha proposto alla Fondazione Tiboni di riaprire temporaneamente il Mediamuseum, “ma, per vie brevi, la Fondazione ha manifestato la volontà di non riaprire per periodo limitato, ritenendo preferibile farlo a completamento”.
Bisognerà quindi attendere gli ulteriori interventi da 400mila euro per l’efficientamento energetico, che prevedono il rifacimento di infissi, l’installazione di pannelli fotvoltaici e di un nuovo impianto di calore. Un appalto che, come ha spiegato Carota, è stato assegnata ad aprile e sono in corso gli adempimenti burocratici che, a norma di legge, devono portare all’inzio dei lavori entro 45 giorni dalla consegna. Di qui, altri 120 giorni, quattro mesi, se tutto va bene, per eseguirli.
“Ci auguriamo che siano veloci perché la piazza ha bisogno del museo”, ha replicato giampietro all’assessore, “un altro inverno senza Mediamuseum sarebbe un problema per l’offerta culturale della città ma anche un problema per la sicurezza di una piazza che, senza la presenza di attività, non viene vissuta, e questo genera situazioni di degrado”.