Dayco, il confronto si blocca: l’azienda non recede, confermata la cessione del ramo d’azienda

24 Giugno 2026
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Dayco

Non si ferma lo sciopero negli stabilimenti abruzzesi di Chieti, Manoppello e Colonnella. Blasioli (Regione): “Serve un intervento immediato”

CHIETI – Niente da fare per la vertenza Dayco, l’azienda non recede: confermata la cessione di ramo d’azienda. E di conseguenza anche lo sciopero. Il tavolo in Confindustria si chiude senza passi avanti: l’azienda conferma la linea industriale che prevede la cessione di un ramo d’azienda e la creazione di tre società distinte (Dayco Europe, Dayco Italy e Dayco Netherlands) respingendo la richiesta dei sindacati di ritirare la procedura. Una posizione netta che irrigidisce la vertenza e mantiene alta la tensione nei tre stabilimenti abruzzesi di Chieti, Manoppello e Colonnella, dove lo sciopero prosegue.

Alla riunione hanno partecipato la direzione Dayco Europe srl, le segreterie regionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e le rsu dei siti di Chieti, Manoppello e Colonnella. “Non ci aspettavamo una chiusura così drastica”, afferma Carlo Petaccia (Filctem Cgil), spiegando di temere per il futuro degli stabilimenti abruzzesi, nonostante le assicurazioni dell’azienda che pure ci sono state in merito ai dipendenti. Per i sindacati restano incognite sul destino delle produzioni oggi allocate a Chieti, nonostante le rassicurazioni dell’azienda.

Sono circa 500 i dipendenti degli stabilimenti abruzzesi, 188 sono quelli interessati in prima persona nella procedura avviata dall’azienda leader nella progettazione e produzione sistemi di trasmissione per motori.

Sul fronte politico interviene il consigliere regionale Antonio Blasioli, che ha depositato una risoluzione per chiedere l’intervento diretto della Regione e l’apertura di una vertenza regionale: “Servono chiarezza e garanzie”, dichiara, annunciando la richiesta di inserire il documento nel prossimo Consiglio regionale.

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