L’Aquila accelera sul nuovo piano regolatore: la giunta approva il perimetro del territorio urbanizzato

24 Giugno 2026
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L’Aquila, Palazzo Margherita
Foto MaSMEDIA©

L’assessore De Santis: «Siamo a metà dell’opera, ridisegniamo la città dopo quasi cinquant’anni»

L’AQUILA – La Giunta comunale dell’Aquila ha impresso ieri un’accelerazione decisiva al percorso che porterà alla nascita del nuovo strumento urbanistico, archiviando per sempre il vecchio Piano Regolatore Generale del 1979.

Attraverso il via libera a due delibere chiave, l’esecutivo cittadino ha approvato le controdeduzioni alle 60 osservazioni giunte da cittadini, enti e operatori economici, e ha contestualmente blindato il perimetro definitivo del territorio urbanizzato. Un atto monumentale, tradotto in 23 tavole tecniche, che fotografano nel dettaglio lo stato dell’arte del capoluogo e di tutte le sue frazioni.

Non si tratta di una variante urbanistica, né di un cambio di destinazioni d’uso o di nuove regole edilizie. In questa fase le norme vigenti restano invariate. Il perimetro è, di fatto, una “fotografia” millimetrica dell’esistente: l’insieme delle aree già edificate, dei servizi, delle infrastrutture e dei nuclei abitati provvisti di opere di urbanizzazione primaria.

Si tratta però delle fondamenta su cui poggerà l’intera architettura del nuovo piano. La linea tracciata risponde ai moderni dettami della legge regionale n. 58 del 2023, che impone il contenimento del consumo di suolo e spinge l’acceleratore sulla rigenerazione urbana.

«Si tratta, di fatto, di metà del lavoro dell’intero nuovo piano della città», ha commentato con soddisfazione l’assessore all’Urbanistica, Francesco De Santis. «Per la prima volta dopo quasi cinquant’anni ci accingiamo ad aggiornare lo strumento del 1979, non più adeguato a una città trasformata. E lo facciamo dopo aver ascoltato davvero il territorio: tutte le osservazioni pervenute sono state esaminate e hanno contribuito a definire il perimetro finale».

Il documento è il risultato di un delicato equilibrio tra partecipazione pubblica e rigore scientifico. L’Amministrazione si è infatti avvalsa di un comitato di altissimo profilo che vede il coordinamento dei professori Livio Sacchi e Pierluigi Mantini, affiancati dal supporto tecnico-scientifico dell’Università degli Studi dell’Aquila e dal lavoro strategico dell’Ufficio di Piano, istituito ad hoc per l’occasione.

La sintesi tra le istanze dei privati e la visione d’insieme degli esperti ha permesso di mappare un territorio frammentato e complesso come quello aquilano, caratterizzato da un centro storico in via di definitivo rilancio e da una costellazione di frazioni che richiedevano una ricucitura urbanistica coerente.

La partita si sposta ora nell’aula legislativa della città. Il testo e le 23 tavole allegate saranno trasmessi al Consiglio comunale per l’adozione e l’approvazione definitiva.

Sarà l’ultimo atto politico prima di entrare nella fase operativa di stesura del piano vero e proprio. Un passaggio che De Santis definisce senza mezzi termini «un passo concreto verso una pianificazione moderna, partecipata e all’altezza dell’Aquila di oggi».

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