Carcere di Pescara, detenuto psichiatrico aggredisce gli agenti: fermato dai reclusi-caregiver

8 Agosto 2026
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Forti momenti di tensione e paura a San Donato, il sindacato: «La chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari un rimedio peggiore del male»

PESCARA – Forti momenti di tensione e paura nel carcere di Pescara dove, ieri pomeriggio, un detenuto con gravi problemi psichiatrici, ricoverato nell’Articolazione per la tutela della salute mentale (Atsm), ha tentato di aggredire due agenti della polizia penitenziaria. A denunciarlo è il segretario nazionale del Cnpp-Spp, Mauro Nardella, secondo cui i due poliziotti «si sono salvati solo grazie all’intervento di due coraggiosi detenuti, presenti nelle funzioni di caregiver».

Il detenuto, riferisce il sindacato, avrebbe agito «in maniera del tutto istintiva» e i due reclusi intervenuti, «malgrado fossero di grossa mole, hanno dovuto lottare e non poco per riportare alla calma l’energumeno». Prima di essere fermato, aggiunge Nardella, l’uomo avrebbe anche danneggiato il reparto. Il detenuto, riferisce ancora Nardella, sarebbe lo stesso che «da mesi sta seminando il terrore in tutti gli istituti».

«Sono stati attimi di autentico terrore che raccontano di un sistema penitenziario che non può più dirsi sicuro», afferma il segretario, precisando che «nessuna colpa può essere attribuita alla direzione e al comando perché la responsabilità è di altri». Per il Cnpp-Spp, «la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) è stato il più classico dei rimedi peggiori del male». Il sindacato torna quindi a chiedere «l’immediata riapertura delle strutture deputate alla loro idonea gestione quali erano appunto gli Opg» e critica le Rems, ritenute «incapaci, non per demerito di chi ci lavora ma per gli esigui posti messi a disposizione, di contenere questa tipologia di persone sottoposte a misura di sicurezza».

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