Manoppello ricorda Marcinelle: la commemorazione in paese e in Belgio

8 Agosto 2026
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Il sindaco De Luca al Bois du Cazier, in piazza la corona del Presidente della Repubblica, i familiari dei minatori e i ragazzi che leggono i nomi delle vittime di settant’anni fa: così la “città martire” commemora i suoi figli persi nella miniera

MANOPPELLO – Due cerimonie, una sola memoria: il sindaco Giorgio De Luca e la delegazione comunale a Marcinelle; familiari e istituzioni a Manoppello per l’omaggio ai caduti. Dopo settant’anni, è ancora viva la memoria del disastro nella miniera del Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, dove l’8 agosto 1956 persero la vita 262 minatori, 136 erano italiani dei quali 60 abruzzesi. Ventidue provenivano da Manoppello, per questo considerata “città martire”.

In paese stamani, accanto alla corona della municipalità, è stata deposta la corona del Presidente della Repubblica: un tributo solenne che ha accompagnato la commemorazione ufficiale, iniziata con le voci dei ragazzi del Campo scuola nazionale “Anch’io sono la Protezione civile”, che in piazza Marcinelle hanno letto i nomi e i Comuni di provenienza dei 60 minatori abruzzesi morti a Marcinelle.

La cerimonia ha visto la partecipazione dei familiari dei caduti. Tra loro Lucia Romasco, 91 anni, che continua a onorare la memoria del marito Santino Di Donato, morto a soli 28 anni. E Camilla Iezzi, portavoce dei familiari dei caduti di Marcinelle e figlia della manoppellese Maria Di Valerio, la più giovane vedova di Marcinelle, scomparsa nel 2023. Con loro, presenti a Manoppello, figli, nipoti e pronipoti dei 22 morti manoppellesi.

Presente anche Agostino Sacco, arrivato in Abruzzo dalla Campania e fratello di Antonio Sacco, il più giovane minatore italiano scomparso nella miniera di carbone, a soli 16 anni, “adottato” dai minatori manoppellesi al Bois du Cazier. C’era Giorgio Mancini, figlio di Nunzio Mancini, scomparso a 96 anni nel giugno scorso e ricordato come l’ultimo minatore manoppellese sopravvissuto a Marcinelle: quel tragico 8 agosto il suo turno sarebbe iniziato nel pomeriggio, ma si unì ai soccorritori e affrontò il compito più duro: riportare in superficie i corpi dei compagni.

«Settant’anni non hanno cancellato il dolore, ma hanno trasformato la memoria in una responsabilità», ha detto dal Belgio il sindaco di Manoppello e presidente della Provincia, Giorgio De Luca, «Marcinelle non è soltanto il ricordo di una tragedia del passato: è un monito permanente sul valore della vita, sulla dignità del lavoro e sulla necessità di garantire sicurezza a ogni lavoratore. Nel settantesimo anniversario, da oggi “Giornata europea in memoria delle vittime di incidenti sul lavoro”, questo messaggio assume un significato ancora più forte».

Con De Luca, c’erano l’assessore Noemi Tridenti e i consiglieri comunali Anna Giuseppina Ilario e Stefano Mancini. Nel sito dell’ex miniera, oggi patrimonio Unesco, alle 8.10 la campana ha battuto 262 rintocchi, uno per ogni minatore. Dal Belgio è invece arrivata qui la consigliera del Comune di Charleroi e rappresentante del Bois du Cazier Line Manouvrier.

«Quella di Marcinelle è anche e soprattutto una storia di donne», ha sottolineato in piazza a Manoppello Giulia De Lellis, vicesindaco, «donne che hanno aspettato, che hanno cresciuto figli da sole, che hanno custodito fotografie, lettere, ricordi e che hanno avuto la forza di raccontare per tutta la vita il dolore della perdita».

Al termine della cerimonia, nel cimitero il tributo ai defunti di Marcinelle che lì riposano, tutti insieme, in una cappella recentemente riqualificata dal Comune. Introdotto dal presidente del Consiglio comunale Davide Iezzi, l’arcivescovo Bruno Forte ha condiviso riflessioni e preghiere, ricordando i minatori vittime del Bois du Cazier e il dolore delle loro famiglie.

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