Il report di Cittadinanzattiva promuove il capoluogo: terzo posto per l’infanzia e secondo per la primaria. Tariffe azzerate per i redditi bassi
L’AQUILA – Tariffe bloccate, esenzioni per le fasce deboli e un posizionamento ai vertici della classifica nazionale. L’Aquila si conferma una delle città più virtuose d’Italia per il costo delle mense scolastiche. A certificarlo è l’ultimo report di Cittadinanzattiva, che incorona il capoluogo abruzzese come il più economico della regione e tra i meno costosi in assoluto a livello nazionale.
Mentre l’inflazione pesa sui bilanci familiari, nel capoluogo la spesa per la refezione scolastica resta invariata rispetto al 2024, offrendo un paracadute economico non indifferente ai cittadini.
I numeri emersi dallo studio collocano la città in una posizione di netto vantaggio rispetto al resto d’Italia, a partire dalla scuola dell’infanzia, dove il capoluogo conquista il terzo posto nazionale con un costo per singolo pasto di 2,48 euro, pari a una spesa mensile media di 50 euro e a un totale annuo di 446 euro. L’eccellenza tariffaria si conferma anche per la scuola primaria, che vede L’Aquila piazzarsi addirittura sul secondo gradino del podio italiano per convenienza. Il divario con i territori limitrofi e con il resto del Paese appare evidente se si confrontano i 50 euro mensili aquilani con le medie di riferimento: quella regionale abruzzese si attesta infatti intorno ai 79 euro, mentre quella nazionale sale fino a circa 87 euro al mese.
In una nota congiunta il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’assessore alle Politiche sociali ed educative, Manuela Tursini, hanno espresso la loro soddisfazione:
«Il report di Cittadinanzattiva conferma come L’Aquila rappresenti un modello virtuoso in un momento storico complesso dal punto di vista economico. Questi dati certificano il lavoro serio e costante portato avanti in questi anni. Essere tra le città più virtuose d’Italia e la più economica tra i capoluoghi abruzzesi significa aver scelto di mettere al centro le famiglie, con politiche concrete e sostenibili. Abbiamo costruito un sistema equo, basato sull’Isee, che consente alle famiglie più fragili di accedere gratuitamente al servizio mensa e a molte altre di beneficiare di tariffe ridotte su tutti i livelli del servizio educativo. Allo stesso tempo, abbiamo mantenuto i costi invariati senza rinunciare alla qualità, dimostrando che è possibile amministrare bene le risorse pubbliche, proprio come si farebbe in una famiglia».