“Prendi la scopa” in consiglio comunale a Montorio, bufera su Altitonante: interviene il segretario Pd Marinelli, è caso nazionale

15 Giugno 2026
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Daniele Marinelli, segretario PD Abruzzo

Marinelli e Tomasi attaccano: “Gravissimo episodio di sessismo contro la consigliera Alessia Nori, serve rispetto nelle istituzioni”

MONTORIO – «Prendi la scopa per imparare a fare qualcosa». È questa la frase pronunciata dal sindaco di Montorio Fabio Altitonante nei confronti della consigliera di opposizione Alessia Nori durante il consiglio comunale. L’esternazione ha acceso la bufera politica a Montorio e, nel giro di poche ore, ha trasformato il caso in una polemica che ha già superato i confini locali.

A denunciarlo, dopo l’intervento duro del segretario del Pd teramano Robert Verrocchio, sono stati il Partito Democratico regionale e la Conferenza delle donne democratiche, che parlano di un episodio «gravissimo di sessismo, odio e degrado del confronto pubblico».

«Quello che è accaduto a Montorio è gravissimo e incredibile – dichiarano il segretario regionale del Pd Daniele Marinelli e la portavoce Roberta Tomasi – esprimiamo piena solidarietà alla consigliera Alessia Nori e a tutte le donne che ancora oggi sono costrette a subire attacchi personali e linguaggi discriminatori per il solo fatto di partecipare alla vita politica».

Per i vertici dem non si tratta di un «episodio isolato né di una battuta infelice», ma di un linguaggio che richiama «stereotipi sessisti incompatibili con il ruolo istituzionale» di chi lo utilizza. «A una donna impegnata in politica si risponde con argomentazioni – sottolineano i dem – non con espressioni che ne riducono il ruolo a immagini offensive e discriminatorie».

Il Pd allarga poi il ragionamento al clima politico che si è creato negli ultimi giorni, segnato da tensioni e scontri verbali che il partito considera il «sintomo di un progressivo impoverimento del confronto istituzionale». Il riferimento sono alcuni episodi registrati nei consigli comunali di Atri e Isola del Gran Sasso, richiamati come «segnali di un modo di fare politica sempre più caratterizzato da contrapposizioni eccessive e da toni sopra le righe».

Una sequenza di episodi che, secondo i democratici, porta il caso Montorio al centro di una discussione ormai nazionale sulla qualità del dibattito pubblico e sul rispetto nelle istituzioni.

Da qui l’appello finale: riportare il confronto dentro confini di rispetto, evitando derive verbali che trasformano le assemblee elettive in luoghi di delegittimazione personale. «La politica – concludono Marinelli e Tomasi – deve restare confronto anche duro, ma mai umiliazione».



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