Martedì il vertice in municipio. L’assessore Santilli: “Fase di transizione legata all’apertura di quattro strutture finanziate dal Pnrr, puntiamo a un sistema di qualità senza penalizzare nessuno”
PESCARA – Tutela dell’occupazione, tariffe e qualità del servizio: sono i temi al centro dell’incontro in programma martedì in municipio tra amministrazione comunale e Cgil sugli asili nido. La riunione è stata sollecitata dal sindacato, in vista del nuovo bando di gestione, atteso a breve. A sollecitare il confronto sono state Cgil Pescara e Funzione Pubblica Cgil Pescara, che hanno chiesto un confronto urgente con il sindaco Carlo Masci e l’assessore alla Pubblica istruzione, Gianni Santilli.
“Stiamo vivendo”, spiega Santilli, “una fase di profonda trasformazione, legata all’apertura di quattro nuovi asili a Pescara, realizzati con fondi Pnrr, e alla chiusura temporanea di quelli che necessitano di interventi importanti e non possono continuare ad essere utilizzati. Stiamo rivedendo l’intero sistema e l’anno 2026-2027 sarà di transizione per ciò che riguarda la gestione ma, come è accaduto fino ad oggi, ad occuparsi dei nidi sarà comunque il privato sociale e, ovviamente, ci muoveremo nel rispetto della legge e dei contratti”.
Il 30 giugno scadono gli affidamenti relativi ad alcune delle strutture attualmente fruibili. “Voglio ribadire”, sottolinea l’assessore, “che non intendiamo penalizzare nessuno. Anzi, continuiamo a puntare a un sistema di qualità che per la prima volta non terrà fuori i bambini dagli asili nido, ma accoglierà tutti senza liste di attesa”.
Il sindacato teme invece rischi per posti di lavoro, tariffe e qualità del servizio, legati al cambio di formula per la gestione degli asili nido. Per la Cgil si rischia di intaccare livelli occupazionali e stabilità del personale comunale e dei dipendenti delle cooperative: un mutamento, paventa il sindacato, che potrebbe tradursi “in un peggioramento delle condizioni contrattuali e in un aumento dell’esposizione al rischio d’impresa da parte dei gestori, con inevitabili ripercussioni negative sulle lavoratrici e sulle prestazioni rese ai bambini”.
“A subire gli effetti di questa riorganizzazione”, aggiunge la Cgil, “sarebbero anche le famiglie, poiché le prime proiezioni non ufficiali presentate dall’amministrazione indicano un possibile aumento delle tariffe, che minaccia di rendere meno accessibile un servizio educativo essenziale. I quattro nuovi nidi”, conclude il sindacato, “devono rappresentare una grande opportunità di ampliamento dell’offerta sul territorio, e non un elemento di ulteriore precarizzazione”.