I retroscena dell’apparentamento con Cristiano Sicari (centrodestra) e l’attacco al centrosinistra: “Ho detto no alle poltrone di Legnini per difendere la città”
CHIETI – Se l’apparentamento dell’ex candidato sindaco leghista Mario Colantonio con il candidato di centrodestra Cristiano Sicari è sembrato più che naturale, quello di Alessandro Carbone (candidato sindaco di Spazio liberale) con Sicari è stato invece duramente preso di mira sui social. “Un attacco frontale, politico e personale, che ha superato i confini del confronto democratico per sfociare nell’insinuazione e nel fango”, si sfoga Carbone in una lunga nota in cui rivela i retroscena della scelta di sostenere il centrodestra e attacca il centrosinistra di Giovanni Legnini.
A due giorni dal voto, Carbone ci va giù duro: «Ho assistito alla forma più amara, becera e ingiusta della politica. Nessun confronto sui programmi, solo una campagna d’odio orchestrata da leoni da tastiera che si nascondono dietro profili falsi, nel tentativo disperato di colpire me e le centinaia di persone libere che hanno creduto in un progetto civico autentico. È giusto che i cittadini sappiano la verità. Dopo il primo turno sono stato contattato direttamente da Giovanni Legnini, da Luciano D’Alfonso e da altre autorevoli personalità del centrosinistra. Mi è stata prospettata una posizione importante di governo, un posto da assessore in caso di loro vittoria. Ma c’era un dettaglio: l’offerta era valida solo ed esclusivamente per me, lasciando fuori le nostre quattro liste».
L’ex candidato sindaco non ha accettato le proposte del centrosinistra: «Che uomo sarei stato se avessi accettato una poltrona per me stesso, escludendo le liste senza alcuna consultazione o consenso democratico con chi ci ha messo la faccia? Io sono le mie quattro liste, fatte di gente che ci ha messo il cuore. Ho detto un “No” categorico perché ho scelto il futuro sano di Chieti rispetto alle poltrone. Mi dispiace per Legnini e D’Alfonso, ma non tutti siamo in svendita e le mie scelte non si comprano».
Secondo Carbone, il rifiuto avrebbe scatenato la macchina del fango contro di lui. Una operazione che l’ex candidato sindaco fa risalire allo stesso Legnini: «Legnini e la sua squadra, forse terrorizzati dall’idea di perdere per via del nostro prezioso 5%, stanno cercando a ogni costo di far credere che io stia “perdendo pezzi”. Hanno contattato i candidati uno ad uno, cercando di metterli gli uni contro gli altri. Due persone sono cadute nella rete: sono state lasciate libere di seguire i propri ideali, ci sta, ma pensare che due singoli individui possano spostare o rappresentare quattro liste intere è una mistificazione della realtà».
Il leader civico risponde anche alle accuse di un accordo di convenienza con il candidato del centrodestra Sicari: «Dire che ho scelto Sicari per un mero apparentamento o per poltrone è un’ipocrisia inaccettabile. Da un uomo con il curriculum istituzionale di Legnini non mi sarei mai aspettato tanto livore. La decisione di sostenere Cristiano Sicari è stata presa democraticamente, discussa e votata in assemblea da tutte e quattro le liste. La mia storia parla chiaro: la mia famiglia ha radici culturali nel centrodestra e io stesso sono stato consigliere del PdL. Ma soprattutto, Sicari è un civico, un uomo di spessore e un signore d’altri tempi. A differenza della sinistra, Sicari non ha mai sbandierato quanti esponenti del centrosinistra stiano convergendo su di noi in queste ore; li tiene coperti per non fare un dispetto a nessuno e per pura signorilità. Una dote che non si studia, ma si ha nel cuore».