Il costo del servizio per il Comune lievita complessivamente di un milione e mezzo: via libera alle bollette dei rifiuti più care tra il 3% e l’11%, il 60% peserà sulle utenze domestiche. I consiglieri passati con Vannacci si allontanano dalla maggioranza: Toppetti vota no, Orti si astiene
PESCARA – Passa in consiglio comunale l’aumento della Tari, che costerà complessivamente ai pescaresi un milione e mezzo in più. Una cifra che peserà per il 60% sulle utenze domestiche e per il resto su quelle non domestiche, con aumenti tra il 3% e l’11% a seconda delle varie fasce di contribuenti. A dire di sì al provvedimento sono stati i 17 consiglieri di maggioranza presenti in aula al momento. Il voto contrario è invece arrivato dall’opposizione di centrosinistra e liste civiche, a cui si è unita Valeria Toppetti di Futuro Nazionale, mentre Cristian Orta, l’altro consigliere passato al partito di Vannacci, si è astenuto.
Prima della Tari, la questione rifiuti è stata affrontata anche con una mozione di Paolo Sola (M5S), bocciata dalla maggioranza perché, secondo quanto sostenuto dall’assessore Claudio Croce, conteneva proposte e indicazioni già attive o in corso di realizzazione. Nell’occasione Croce ha inoltre annunciato che in settimana sarà attivata la nuova ecoisola di via Bologna e che domattina sarà attivata l’ecoisola informatizzata di via Umbria.
A illustrare poi la presa d’atto del piano economico e finanziario della gestione dei rifiuti urbani, e le relative tariffe Tari 2026, è stata l’assessore Maria Rita Carota, che ha spiegato come l’aumento sia dovuto all’adeguamento dei costi, e agli investimenti strutturali, tra cui quello per l’officina per la manutenzione dei mezzi.
Dopo una lunga sospensione della seduta, contro gli aumenti si sono ovviamente levati gli strali dell’opposizione. Piero Giampietro (Pd) ha parlato di «giunta che pugnala alle spalle il servizio pubblico», paventando una futura privatizzazione del servizio a causa dell’inefficienza che lo allontanerebbe dai parametri richiesti per la gestione in house. «Si scaricano sui cittadini sette anni di mancata programmazione», ha aggiunto Giampietro, stigmatizzando anche il fatto che il provvedimento sia stato illustrato in aula da Carota, unica in quel momento a rappresentare la giunta.
«Vergogna finale che certifica il fallimento del sistema di gestione dei rifiuti», ha rincarato la dose Sola, mentre Domenico Pettinari ha sottolineato che è «il grande fallimento di questa amministrazione», per il quale tutta la maggioranza «dovrebbe fare mea culpa» nonché, il sindaco Carlo Masci in particolare, «di fronte al caos rifiuti dovrebbe dimettersi».
Bocciata infine la richiesta di Marco Presutti (Pd) di rinviare l’approvazione per questione tecniche e burocratiche, viste, tra l’altro, le poche ore trascorse per i vari passaggi tra commissione e consiglio. Il centrodestra ha detto no anche a questo e si è passati al voto, con il no dell’opposizione e il primo no, seppur di un solo consigliere su due, dai vannacciani che hanno ufficializzato l’appoggio esterno una decina di giorni fa.