Chieti, Ferrara contro Di Primio: “Ricostruzioni tardive e fantasiose, la città conosce la verità sul dissesto”

3 Giugno 2026
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Ferrara

Il sindaco replica alle uscite social del suo predecessore: “Ho affrontato fin dall’inizio una situazione drammatica che non abbiamo provocato noi. I giudici contabili hanno già definito le responsabilità”

CHIETI – Il video con cui l’ex sindaco Umberto Di Primio annuncia il ricorso contro al sentenza di condanna della Corte dei conti accende lo scontro politico sul dissesto finanziario del Comune. Replica immediatamente il sindaco uscente Diego Ferrara, che accusa il suo predecessore di voler “riscrivere la storia” a ridosso del voto.

“Le uscite social dell’ex sindaco colpiscono sempre per la stessa, sistematica volontà di riscrivere la storia della città”, dice Ferrara, “e delle proprie responsabilità. A differenza di chi oggi interviene a distanza di anni con ricostruzioni tardive e fantasiose, io ho affrontato fin dall’inizio del mio mandato e nelle sedi opportune, la drammaticità della situazione finanziaria dell’Ente ereditata, prima tentando un doveroso piano di risanamento e poi cercando di limitare i danni di un dissesto pesantissimo, certificato dalla Corte dei conti, la stessa che mi ha assolto due volte dalla responsabilità di averlo provocato, condannando invece il mio predecessore, come responsabile del dissesto insieme a parte della sua giunta”.

Il sindaco rivendica la trasparenza dell’azione amministrativa e ricorda come la situazione economica trovata nel 2020 fosse già compromessa: “La città conosce bene il punto di partenza da cui la mia Amministrazione ha dovuto muovere passi difficilissimi: un quadro economico gravato da un disavanzo imponente, da noi non provocato, a dirlo non sono io, ma le sentenze degli organismi competenti”, sottolinea.

Ferrara critica poi la tempistica dell’intervento dell’ex primo cittadino, arrivato a pochi giorni dal ballottaggio: “Quanto al resto, è singolare che dopo 15 anni di silenzio scelga di intervenire pubblicamente solo alla fine di una campagna elettorale a cui non ha potuto prendere parte, per dire “la verità” su una situazione che non ha sentito il bisogno di chiarire con la Città quando era sindaco, sebbene fosse di somma importanza. Un ultimo colpo di teatro con la speranza di riuscire a mentire ancora una comunità che invece ha capito benissimo la situazione e che mette in discussione la capacità di analisi anche dei giudici contabili, che hanno già definito i rispettivi perimetri di responsabilità e lo hanno interdetto da pubblici uffici che, peraltro, ci risulta occupi ancora”.

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