Detenuto di 25 anni trovato morto a Castrogno: disposta l’autopsia, tra le ipotesi una fuga di gas nella cella

31 Maggio 2026
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Il giovane stava scontando una condanna per rapina. Procura al lavoro per chiarire le cause del decesso, escluse al momento violenza e gesto estremo

TERAMO – Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Z.A., detenuto di 25 anni trovato senza vita nella tarda mattinata di oggi all’interno della casa circondariale di Castrogno. La Procura della Repubblica di Teramo ha aperto un’inchiesta e disposto una serie di accertamenti medico-legali per fare piena luce sull’accaduto.

L’allarme è scattato quando altri detenuti hanno richiesto l’intervento del personale. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Penitenziaria e i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane.

Secondo le informazioni emerse nelle ore successive, il 25enne si trovava da solo nella propria cella. Quando gli agenti sono entrati nel locale avrebbero percepito un forte odore di gas, circostanza che ha indirizzato gli investigatori verso una delle ipotesi attualmente al vaglio: una possibile fuoriuscita proveniente dalla bombola utilizzata per il cucinino in dotazione alla cella.

La prima ricostruzione parla di un arresto cardiaco, ma gli inquirenti mantengono aperte tutte le verifiche necessarie. Al momento, secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, sarebbero escluse sia l’ipotesi di una morte violenta sia quella di un gesto volontario.

Per stabilire con certezza le cause del decesso saranno fondamentali l’autopsia e gli esami tossicologici e istologici già disposti dall’autorità giudiziaria. Gli accertamenti dovranno chiarire se il giovane sia morto a causa di eventuali esalazioni di gas oppure per altre cause naturali che avrebbero provocato l’arresto cardiaco. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo, dove resta a disposizione della magistratura.

Originario del Lazio, il giovane era stato trasferito nel carcere teramano da meno di un anno. Stava scontando una condanna per rapina e gli restavano ancora circa quattro anni di pena da espiare. L’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita del detenuto e verificare ogni elemento utile a chiarire la tragedia avvenuta all’interno della struttura penitenziaria di Castrogno.

Al riguardo è intervenuta anche la presidente del Coordinamento Codice Rossa, Adele Di Rocco, che più volte si è occupata di denunciare le morti a Castrogno. «Il Dossier “Morti a Castrogno” non si arresta, un dato certo che inquieta e che evidenzia ancora una volta quanto il fenomeno sia sistemico e non riconducibile a singoli episodi isolati. Un’altra tragedia che interroga la capacità del sistema carcerario che dovrebbe garantire prevenzione ed essere orientato al reinserimento sociale. Esprimo le mie più sentite condoglianze ai familiari della giovane vittima», ha dichiarato Adele Di Rocco.

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