Sindacati in campo dopo lo stop al confronto: Matteucci (Ugl Salute) “Nessuna garanzia sui pagamenti, ora mobilitazione e possibile sciopero”
TERAMO – Si è chiuso con esito negativo il tavolo di conciliazione in Prefettura sulla vicenda Asp1 e sul mancato pagamento delle spettanze alle cooperative che gestiscono i servizi nelle case di riposo. A riferirlo è il segretario regionale di Ugl Salute Stefano Matteucci. Si tratta di una vertenza che riguarda oltre 200 lavoratori impiegati nelle strutture di Teramo, Nereto, Civitella del Tronto e Sant’Omero, ancora senza stipendio.
Al confronto hanno preso parte le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL Salute, insieme ai soggetti gestori e ai rappresentanti dell’Asp1.
Secondo quanto emerso, l’unica apertura al tavolo avrebbe riguardato un possibile pagamento parziale delle spettanze arretrate, ma senza alcuna indicazione sui tempi di erogazione. Una proposta giudicata insufficiente dalle sigle sindacali, che hanno deciso di interrompere il confronto.
«Il tavolo si è chiuso con esito negativo – ha confermato Matteucci, segretario di UGL Salute – perché le cooperative non hanno fornito alcuna garanzia concreta sul pagamento degli stipendi. Continuiamo a registrare un atteggiamento vergognoso e irrispettoso nei confronti di lavoratrici e lavoratori».
Il sindacato sottolinea come l’assenza di certezze sui tempi e sulle modalità di pagamento renda di fatto insostenibile la situazione per centinaia di famiglie coinvolte.
«Abbiamo chiuso il tavolo – ha aggiunto Matteucci – perché l’unica risposta è stata un’offerta su un possibile pagamento parziale, senza scadenze. È evidente che, se ci fosse la volontà, si potrebbe intervenire anche al di fuori del tavolo di conciliazione».
Ora la vertenza entra nella fase della mobilitazione. Le organizzazioni sindacali annunciano infatti l’avvio delle procedure previste dalla legge per le azioni di protesta, fino alla possibile proclamazione di uno sciopero nei servizi pubblici essenziali, nel rispetto dei tempi di preavviso e delle prestazioni minime garantite.
«Procederemo con tutte le azioni consentite dalla normativa – ha concluso Matteucci – ricordando che nei servizi essenziali lo sciopero va comunicato con almeno dieci giorni di anticipo e devono essere garantiti i servizi minimi. Nei prossimi giorni daremo aggiornamenti sugli sviluppi».