Operazione “Coca Delivery”, ricostruito il sistema che gestiva il mercato della cocaina nell’aquilano

27 Maggio 2026
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Dalle prime segnalazioni agli arresti: l’indagine svela un meccanismo strutturato che sfruttava giovani reclutati all’estero

L’AQUILA – Arriva il bilancio dell’operazione “Coca Delivery”, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal Gip dell’Aquila al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Il blitz, condotto dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dell’Aquila con il supporto di reparti specializzati dell’Arma, rappresenta il punto di arrivo di un’indagine avviata nel gennaio 2025 e sviluppata in modo capillare per oltre un anno.

L’inchiesta ha permesso di ricostruire un sistema di gestione del traffico di cocaina particolarmente articolato, caratterizzato da modalità operative originali e da una struttura logistica pensata per ridurre al minimo il rischio di interventi delle forze dell’ordine. Gli investigatori hanno documentato come gli organizzatori reclutassero all’estero, soprattutto in Albania, giovani incensurati fatti arrivare in Italia con visto turistico. A questi venivano forniti auto a noleggio, telefoni, sim e alloggi in zone periferiche del capoluogo o nei comuni limitrofi, così da garantire una rapida operatività e, allo stesso tempo, una difficile tracciabilità.

Secondo quanto ricostruito, i giovani incaricati della vendita al dettaglio della cocaina, una volta attenzionati o arrestati, si rendevano irreperibili subito dopo la scarcerazione, rientrando nel Paese d’origine e rendendo più complesso il lavoro degli inquirenti. L’analisi complessiva degli elementi raccolti ha consentito di retrodatare al 2022 l’inizio dell’attività criminale, delineando una continuità operativa nella gestione del mercato della droga nell’aquilano.

Durante la fase investigativa, i Carabinieri hanno eseguito 16 arresti in flagranza per detenzione, cessione e trasporto di stupefacenti, sequestrando circa un chilogrammo di cocaina e documentando la cessione di oltre 3.200 dosi, per un giro d’affari stimato in 125.000 euro. Oltre cento persone sono state segnalate alle Prefetture come assuntori. A conclusione delle indagini sono stati contestati 135 capi d’imputazione nei confronti di 40 indagati.

Le misure cautelari sono state eseguite nei confronti degli indagati rintracciati sul territorio nazionale, mentre è stato avviato l’iter per l’esecuzione dei provvedimenti nei confronti di coloro che si trovano all’estero.

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