L’uomo, già sottoposto alla detenzione domiciliare, ha approfittato di un permesso per recarsi in un bar del paese, dove ha colpito alla testa un avventore durante una lite. I Carabinieri di Scafa hanno chiesto e ottenuto l’aggravamento della misura: ora è in carcere
TURRIVALIGNANI – Un permesso orario concesso nell’ambito della detenzione domiciliare si è trasformato in poche ore in un ordine di carcerazione. È quanto accaduto a Turrivalignani, dove nel pomeriggio del 15 maggio i Carabinieri della Stazione di Scafa hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di un uomo del posto, classe 1977.
Secondo la ricostruzione dei militari, l’uomo — già sottoposto ai domiciliari — aveva ottenuto l’autorizzazione a uscire per un breve periodo. Si è però recato in un bar della zona dove, in evidente stato di ebbrezza, è rimasto coinvolto in un violento alterco con un altro cliente. La lite è degenerata rapidamente: al culmine della discussione, il 49enne ha afferrato una bottiglia e ha colpito l’altro avventore alla testa, provocandogli serie ferite.
L’intervento immediato dei Carabinieri ha permesso di ricostruire l’accaduto e di deferire l’aggressore in stato di libertà per lesioni personali dolose. Ma la gravità della condotta, giudicata incompatibile con il regime alternativo al carcere, ha spinto i militari a chiedere un aggravamento della misura cautelare.
La richiesta è stata accolta dall’Ufficio di Sorveglianza di Pescara, che lo stesso 15 maggio ha emesso l’ordine di carcerazione in sostituzione dei domiciliari. Nel pomeriggio, i Carabinieri di Scafa hanno dato esecuzione al provvedimento, conducendo l’uomo presso la Casa Circondariale di Pescara, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
L’episodio, sottolineano i militari, conferma l’importanza del monitoraggio costante dei soggetti sottoposti a misure alternative e la necessità di intervenire con tempestività quando emergono comportamenti incompatibili con il regime concesso.