Famiglia nel bosco, è scontro su ispezioni ministeriali e autonomia della magistratura

18 Maggio 2026
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Nathan e Catherine Trevallion

Dal Tribunale dell’Aquila al Csm, l’Anm esprime “perplessità”, mentre la politica attacca: cresce la tensione sul caso. Domani l’avvocato Pillon visita i Trevallion

ROMA – Si intensifica il confronto istituzionale attorno al caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”, con il tema delle ispezioni ministeriali che apre un nuovo fronte tra magistratura, governo e politica. Al centro della polemica, l’attività degli ispettori del Ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, ritenuta da più parti potenzialmente invasiva rispetto all’autonomia della funzione giurisdizionale.


A sollevare formalmente la questione è stata la presidente del Tribunale dell’Aquila, Nicoletta Orlandi, che ha scritto con urgenza al Consiglio superiore della magistratura per chiedere chiarimenti sulla legittimità dell’ispezione. In particolare, Orlandi evidenzia come i tecnici ministeriali avrebbero richiesto di monitorare l’andamento del procedimento ancora in corso, inclusi i contenuti dei provvedimenti futuri e l’eventuale acquisizione di atti istruttori. Un’attività che, secondo il Tribunale, potrebbe risultare eccessivamente invasiva e incidere sull’indipendenza dei giudici.


Sulla vicenda interviene anche l’Associazione nazionale magistrati, che esprime “perplessità” per un’ispezione che, secondo quanto emerge, si sarebbe estesa allo sviluppo di un procedimento in corso. Un elemento considerato delicato per i possibili riflessi sugli equilibri tra controllo amministrativo e funzione giurisdizionale. L’Anm ribadisce inoltre la propria vicinanza ai magistrati aquilani, impegnati in un contesto definito particolarmente complesso.


Critiche arrivano anche dal mondo della cultura giuridica. Nello Rossi, direttore di Questione Giustizia, definisce l’inchiesta ministeriale “estremamente discutibile”, sottolineando come essa sembri incidere sul merito di una decisione giudiziaria. Nell’editoriale dedicato al caso, Rossi ricorda che le ispezioni amministrative dovrebbero riguardare comportamenti disciplinari dei magistrati e non trasformarsi in una verifica permanente delle decisioni giurisdizionali. L’invio degli ispettori, disposto dal ministro della Giustizia lo scorso 10 marzo, mirava infatti a verificare la correttezza dell’ordinanza con cui i minori erano stati allontanati dalla madre, decisione contestata per presunti profili di illegittimità e per i possibili effetti psicologici sui bambini.


Sul fronte politico, i toni si fanno più aspri. La Lega attacca duramente i magistrati, accusandoli di preoccuparsi delle dinamiche interne alla categoria piuttosto che della salute dei tre minori coinvolti. Intanto, Nella mattinata di domani (martedì 19 maggio), alle ore 11, l’avvocato Simone Pillon, legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, tornerà in Abruzzo, per fare visita alla casa famiglia di Vasto in cui si trovano, da novembre, i tre figli minori della coppia. Nel pomeriggio, sarà nella nuova abitazione dei coniugi, messa a disposizione dal Comune di Palmoli. 

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