Il consigliere regionale del Pd denuncia lo stallo sulla sanità in provincia di Teramo e chiede chiarezza sul futuro dei reparti ospedalieri
GIULIANOVA – Il doppio rinvio della conferenza stampa dedicata al progetto di “week surgery” per la Chirurgia dell’ospedale di Giulianova rinfocola il dibattito sulla sanità teramana. A intervenire è il consigliere regionale del Pd, Dino Pepe, che parla di una situazione di «forte incertezza» sul futuro dei reparti ospedalieri della provincia.
Il progetto, ricorda Pepe, prevederebbe ricoveri chirurgici brevi, dal lunedì al venerdì, con dimissioni entro cinque giorni.
Sulla vicenda interviene anche la capogruppo del Pd di Giulianova Alessandra Matone, che chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale. «Da quanto appreso dagli organi di informazione – sottolinea – il 23 aprile si sarebbe svolta una riunione della maggioranza comunale con esponenti del centrodestra regionale e i vertici della Asl di Teramo per discutere della tutela del reparto di Chirurgia».
Matone auspica una presa di posizione pubblica da parte del sindaco contro «qualsiasi ipotesi di ridimensionamento o depotenziamento» del reparto, definito un presidio fondamentale per il territorio e per il diritto alla salute dei cittadini.
Nel mirino del Partito Democratico finisce anche il mancato via libera all’atto aziendale della Asl di Teramo, tema che da mesi alimenta tensioni all’interno della maggioranza regionale guidata dal presidente Marco Marsilio. «Pensavamo che con l’arrivo di Brucchi all’Agenzia regionale tutto sarebbe stato risolto e invece…», commenta Pepe.
Secondo il consigliere regionale, la provincia di Teramo continua a pagare il prezzo più alto dello stallo politico e amministrativo. Le preoccupazioni riguardano diversi reparti ospedalieri: Ginecologia e Ostetricia, la Chirurgia dell’ospedale Val Vibrata, quella di Atri, la Chirurgia di Giulianova e il reparto di Malattie infettive di Teramo. Pepe cita anche il caso del nuovo ospedale Mazzini, parlando di «presa in giro» sul primo lotto funzionale.
«Professionisti sanitari, amministratori locali e cittadini attendono da mesi risposte concrete – aggiunge Pepe – ma dalla Regione continuano ad arrivare soltanto rinvii e silenzi».
Il consigliere collega inoltre le difficoltà della sanità regionale all’emersione del disavanzo sanitario e all’aumento delle tasse, accusando il centrodestra di essere concentrato sugli equilibri interni piuttosto che sulle necessità dei territori.
«Inaccettabile – conclude Pepe – che questioni così importanti per il diritto alla salute vengano tenute in ostaggio da dinamiche politiche. I cittadini hanno diritto di sapere quale sarà il futuro dei reparti e quali investimenti la Regione intenda mettere in campo per evitare il progressivo impoverimento della sanità pubblica teramana».