L’esponente di Forza Italia, candidato più votato alle scorse elezioni, avrebbe promesso un appartamento a un’elettrice. Il sindaco Masci: “Fiducia a Pignoli, la magistratura farà piena luce”
PESCARA – Accusato di voto di scambio, si dimette l’assessore comunale Massimiliano Pignoli. L’esponente di Forza Italia, candidato più votato in città alle ultime consultazioni, è infatti indagato per corruzione elettorale nell’ambito di un’inchiesta della Procura del capoluogo adriatico per una vicenda avvenuta in occasione delle elezioni bis dell’8 e 9 marzo scorsi, con cui è stata sancita la conferma del sindaco Carlo Masci dopo la sentenza del Consiglio di Stato che aveva parzialmente annullato l’esito del voto del 2024.
A dare notizia dell’indagine è stato il quotidiano ‘il Centro’ nell’edizione odierna. A far scattare l’inchiesta è stata l’autodenuncia di una conoscente di Pignoli – assessore alla Protezione civile, Ascolto del disagio sociale e Associazionismo sociale – anche lei indagata per lo stesso reato. L’esponente di Forza Italia, secondo quanto emerso, le avrebbe promesso di trovare un appartamento in affitto in cambio del voto.
Immediate arrivano le dimissioni di Pignoli, con una lettera inviata al sindaco. “L’inchiesta della Procura della Repubblica che mi riguarda – scrive – mi impone di fermarmi e di rimettere nelle tue mani l’incarico che mi hai affidato. Mi dimetto da assessore non perché io abbia commesso un reato, anzi, sono assolutamente certo di essere innocente e sono certo anche che avrò modo di chiarire tutto. La decisione di dimettermi deriva anche dal fatto che ho già vissuto una esperienza del genere, durata 12 lunghissimi anni, ed è stata pesantissima non solamente per me ma per tutta la mia famiglia, anche se si è conclusa nel migliore modo possibile, con la mia assoluzione. Anche stavolta sono ottimista, ma ciò non toglie che questo sia il momento di fermarmi, anche perché le mie condizioni di salute sono precarie e mi impongono uno stop”.
Il sindaco Carlo Masci interviene riconfermando fiducia al suo assessore: “Gli ho ribadito la mia fiducia, la stessa di tantissimi elettori, riconoscendogli una notevole capacità di ascolto e di accoglienza dei cittadini che vivono le difficoltà e le fragilità più disparate, una capacità che pochi altri posseggono. Per questo gli avevo assegnato una delega specifica sul disagio sociale, mai pensando che questa attenzione alle fasce più deboli gli avrebbe potuto causare problemi con la giustizia. Nello stesso tempo ribadisco la mia fiducia nel lavoro della magistratura affinché si faccia piena luce sui fatti”.
“Sono liberale e garantista, lo sono e lo sono sempre stato per tutti, per me una persona sottoposta a un procedimento penale è colpevole dopo una sentenza passata in giudicato – aggiunge il primo cittadino -. E oggi, dopo aver incontrato Massimiliano Pignoli, che mi ha espresso la sua volontà di dimettersi, gli ho ribadito questo mio pensiero e gli ho chiesto di soprassedere, di riflettere, di attendere che la giustizia faccia il suo corso, essendo peraltro la sua vicenda ancora in una fase embrionale. Pur avendolo trovato sereno, cioè certo della propria innocenza, l’ho visto provato da quanto sta accadendo, in modo particolare perché ha già vissuto in passato una esperienza dello stesso tipo. Quei fatti lo hanno scosso e segnato, con il passare degli anni, pur essendo stato assolto dall’accusa che lo riguardava sempre nell’ambito dell’attività pubblica. Mi ha detto chiaramente di voler staccare, di aver bisogno di fermarsi, perché in questa fase della sua vita – conclude il sindaco – deve tutelare in primo luogo la propria salute e la sua famiglia”.