Monitorati 50 chilometri tra costa e colline: restano criticità all’ex piccionaia, a fontana d’Accolle e a colle Magnone. Le Guide del Borsacchio: “Il degrado minaccia biodiversità ed equilibrio ambientale”
ROSETO DEGLI ABRUZZI – Cinquanta chilometri percorsi tra litorale, colline, strade comunali e sentieri rurali per fotografare ancora una volta lo stato ambientale della Riserva Borsacchio. Per l’ottavo anno consecutivo le Guide del Borsacchio hanno completato il monitoraggio dei punti di abbandono dei rifiuti, confermando una situazione che resta preoccupante: sono infatti oltre 58 le aree dove si registrano accumuli costanti di rifiuti.
Il quadro emerso dal report 2026 viene definito sostanzialmente in linea con gli anni precedenti, anche se non mancano alcuni segnali incoraggianti. In particolare, lungo gli antichi percorsi rurali si registra una lieve diminuzione degli abbandoni, risultato che secondo le Guide sarebbe legato alle attività di sensibilizzazione e informazione svolte negli ultimi anni.
Resta invece grave la situazione dell’area dell’ex piccionaia, considerata uno dei casi simbolo del degrado ambientale nella Riserva. La discarica era stata inizialmente segnalata dalle Guardie Ambientali e successivamente al centro di una lunga azione di pressione istituzionale portata avanti dalle Guide del Borsacchio. Un percorso che ha portato il Comune a stanziare fondi per la bonifica e per l’acquisizione dell’area al patrimonio pubblico.
Secondo le associazioni ambientaliste si tratta di un passaggio decisivo per consentire, in prospettiva, la restituzione dell’area alla collettività e all’ambiente naturale, nell’ottica di una piena ricostituzione della Riserva Borsacchio.
Continuano però gli abbandoni lungo i tratti collinari e sulla ciclopedonale, dove vengono rinvenuti periodicamente rifiuti domestici e materiali ingombranti. A questi si aggiungono gli spiaggiamenti: nell’ultimo anno le Guide del Borsacchio hanno raccolto e rimosso oltre quattro tonnellate di rifiuti dalla spiaggia.
Tra le situazioni più delicate viene segnalata anche quella della fontana d’Accolle. L’area, spesso frequentata da gruppi e famiglie per momenti conviviali, è priva di un servizio di raccolta rifiuti e questo porta frequentemente all’abbandono di sacchi, bottiglie e residui alimentari. Un fenomeno che, oltre al danno paesaggistico, altera gli equilibri naturali attirando fauna selvatica vicino alle aree frequentate dall’uomo.
Particolarmente allarmanti anche alcuni episodi registrati nella zona di Colle Magnone, dove continuano a essere rinvenuti scarti di macellazione animale. Le Guide del Borsacchio parlano di episodi gravi, con possibili conseguenze sia dal punto di vista sanitario sia per l’equilibrio dell’ecosistema locale.
«L’abbandono dei rifiuti – ricordano le Guide – non è soltanto un problema estetico o di degrado urbano, ma una minaccia concreta per la biodiversità e per la sicurezza ambientale».
Il report completo sarà inviato alle autorità competenti e in particolare al Comune, con l’obiettivo di programmare interventi mirati di bonifica, controllo e prevenzione nelle aree considerate più critiche.