Condannato a 4 mesi un veterinario per il caso del canile sanitario di Pescara

8 Maggio 2026
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Lndc Animal Protection parla di pena blanda ma rivendica il riconoscimento della responsabilità penale in una struttura pubblica

PESCARA – Si è chiuso in Tribunale a Pescara il processo sulla gestione del canile sanitario della Asl, al centro dell’inchiesta su presunte eutanasie non dovute e altre irregolarità. Il collegio ha assolto il veterinario Franco Ruggeri, mentre Lucio Di Tommaso è stato condannato a quattro mesi di reclusione per uno solo degli otto capi di imputazione contestati.


L’esito del procedimento è stato accolto con soddisfazione solo parziale da Lndc Animal Protection, che aveva presentato la denuncia da cui sono scaturite le indagini e si era costituita parte civile. L’associazione parla di una sentenza che riconosce una responsabilità penale, ma con una pena ritenuta troppo lieve rispetto alla gravità dei fatti contestati. La pronuncia, comunque, viene considerata un passaggio significativo perché maturata all’interno di una struttura pubblica.


“Non possiamo dirci soddisfatti perché, anche per il solo reato per cui è stata riconosciuta una responsabilità, la pena appare estremamente blanda”, ha dichiarato la presidente nazionale Piera Rosati, annunciando attesa per le motivazioni della sentenza, che chiariranno le ragioni delle assoluzioni sugli altri capi di imputazione.


Anche la sezione pescarese dell’associazione ha sottolineato il peso della decisione del Tribunale, ricordando le segnalazioni arrivate per anni da volontari e cittadini sulla gestione del canile sanitario. Secondo Lndc, la sentenza confermerebbe che quelle criticità avevano un fondamento, pur non ritenendo sufficiente la sanzione inflitta.


L’associazione ha inoltre annunciato che valuterà il contenuto delle motivazioni per capire se chiedere un eventuale appello sui capi assolti. Nel frattempo, ribadisce la necessità di controlli più stringenti sulle strutture pubbliche e di maggiore trasparenza nella gestione degli animali, affinché i canili sanitari tornino a essere luoghi di cura e non di morte.

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