Lo psichiatra: “La mamma è esclusa dall’assistenza”. La Garante Terragni: “Solo visite brevi con educatrice, non assistenza continua”
VASTO – Continua la bufera sulla “famiglia nel bosco” di Palmoli, con un nuovo capitolo sul ricovero d’urgenza di una delle figlie della coppia anglo-australiana Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito dei legali della famiglia, denuncia una gestione “insensibile”: i genitori sarebbero stati informati solo il giorno dopo e la madre esclusa dall’assistenza.
“Domenica sera è stato predisposto il ricovero per una patologia ostruttiva, ma intorno alle 22 hanno cercato solo Nathan – telefono spento – senza chiamare Catherine, reperibile. Solo lunedì hanno saputo tutto”, ricostruisce Cantelmi all’ANSA. I genitori possono visitarla, ma “sempre con un’operatrice della casa famiglia, senza intimità. Sono tre notti senza di loro accanto alla bimba”. Cantelmi ha chiesto invano alla tutrice l’autorizzazione a interloquire da medico con la primaria: “I genitori non sono delinquenti né abusanti, e la perizia Ctu li dice sani di mente. In questa emergenza, dovrebbero stare con lei”.
Intanto, la Garante nazionale per l’Infanzia Marina Terragni – autrice del post Facebook che ha riaperto il caso – precisa: “Falso che la bambina sia assistita dalla madre. Per lei solo visite di un’ora, sempre con educatrice”. Terragni conferma l’assistenza da parte delle educatrici, mentre padre e madre accedono per brevi incontri. La Garante Abruzzo Alessandra De Febis ha visitato la piccola lunedì, definendo il ricovero “precauzionale” e la situazione “sotto controllo”, con dimissione imminente. Le indagini proseguono, ma la domanda resta: perché la mamma non può stare con la bimba?