Dopo il decesso di Marco Rocchini, 47 anni, cresce la richiesta di controlli, prevenzione e un tavolo urgente in Prefettura
L’AQUILA – La morte di Marco Rocchini, operaio metalmeccanico di 47 anni deceduto questa mattina nella fabbrica Hca di Bazzano, continua a scuotere il mondo sindacale e politico abruzzese. A poche ore dalla tragedia che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe visto l’uomo schiacciato da un carrello elevatore, arrivano prese di posizione dure, che parlano di un sistema di sicurezza insufficiente.
Il segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, definisce l’accaduto “l’ennesima sconfitta di un sistema che non tutela la vita e l’incolumità dei lavoratori”. In una nota esprime vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima, ricordando l’impegno del sindacato nella campagna Zero morti sul lavoro: “Ogni lavoratore ha diritto a tornare a casa sano e salvo. È necessario rafforzare i controlli, investire nella sicurezza e promuovere una cultura che metta al centro la dignità delle persone”.
Una posizione condivisa da Cgil, Cisl, Uil, Fim, Fiom e Uilm dell’Aquila, che parlano di “rabbia profonda” e chiedono la convocazione immediata di un tavolo prefettizio con parti sociali ed enti ispettivi, per dare seguito al protocollo d’intesa firmato lo scorso 24 aprile: “La normativa esiste – affermano – ma resta inefficace senza una volontà politica ed economica reale di cambiare le cose. Servono controlli costanti e sanzioni severe, altrimenti le norme restano suggerimenti ignorati”.
Anche dal Partito Democratico abruzzese arrivano cordoglio e richieste di interventi strutturali. Il senatore Michele Fina parla di “un inaccettabile stillicidio che nel 2026 conta già 328 morti sul lavoro”, chiedendo politiche concrete e una promozione capillare della cultura della sicurezza.
Il segretario regionale Pd Daniele Marinelli, insieme a Monia Pecorale e Stefano Albano, definisce “inaccettabile” continuare a morire di lavoro nel 2026: “La sicurezza deve diventare una priorità reale e quotidiana, non un impegno evocato solo dopo le tragedie”.
Sulla stessa linea i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Silvio Paolucci, che ricordano come l’Abruzzo detenga il triste primato di prima regione per incidenti e morti sul lavoro: “La morte di Marco Rocchini deve essere l’ultimo campanello d’allarme. Servono correttivi immediati e un confronto serrato con le rappresentanze dei lavoratori”.
Intanto proseguono gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente mentre la comunità aquilana si stringe attorno alla famiglia dell’operaio, che lascia moglie e figlia. Una tragedia che riapre, ancora una volta, il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.