Raggiro ad Alba Adriatica ai danni di un’85enne con la tecnica del finto nipote, poi la fuga; arresti ad Avezzano dopo la segnalazione al 112: i carabinieri intercettano l’auto e recuperano contanti e preziosi
AVEZZANO E ALBA ADRIATICA – Due uomini di 18 e 55 anni sono stati arrestati dai carabinieri di Avezzano con l’accusa di truffa aggravata in concorso dopo aver raggirato, poche ore prima ad Alba Adriatica, una donna di 85 anni con il metodo del “finto nipote”. La vittima, contattata al telefono da un giovane che si è finto un parente in difficoltà, è stata convinta a consegnare denaro e oggetti preziosi per far fronte a una presunta emergenza. Subito dopo la chiamata, un complice si è presentato alla porta dell’anziana e si è fatto consegnare circa 300 euro in contanti e diversi gioielli in oro, arrivando anche a sfilarle due fedi nuziali.
A far scattare l’allarme è stata una parente della donna, che ha intuito la truffa e ha chiamato il 112 fornendo una descrizione dell’uomo e dell’auto utilizzata per la fuga. I militari dell’aliquota radiomobile si sono così posizionati lungo la statale 690, intercettando il veicolo e fermando i due sospetti, entrambi residenti fuori regione e con precedenti. La perquisizione personale e dell’auto ha consentito di recuperare l’intera refurtiva. I due sono stati arrestati e condotti in carcere su disposizione della Procura di Avezzano, in attesa dell’udienza di convalida, mentre proseguono le indagini per verificare eventuali altri episodi analoghi. I beni saranno restituiti all’anziana al termine degli accertamenti.
Si tratta di una truffa ormai diffusa: i malviventi telefonano fingendosi parenti e, con il pretesto di un’urgenza, chiedono denaro, inviando poi un complice a ritirarlo. Il consiglio dei carabinieri è di diffidare sempre delle richieste improvvise di soldi, non fidarsi delle apparenze né di chi si presenta alla porta, evitare di dare confidenza al telefono a sconosciuti e verificare direttamente con i familiari ogni richiesta sospetta, contattando senza esitazione il 112 in caso di dubbio. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.