L’iniziativa, in programma per domenica 3 maggio, è promossa dall’OPI con il sostegno del Comune. La Presidente OPI Pescara, Rosini: “Nel 2025 69 aggressioni contro 80 operatori”
PESCARA – Una camminata simbolo per dire basta a un’escalation di violenza che sta logorando chi lavora in prima linea negli ospedali e nelle strutture sanitarie pescaresi. Domenica 3 maggio, la città di Pescara ospiterà una marcia di sensibilizzazione nata dalla ferma volontà dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) e accolta con pieno sostegno dall’Amministrazione comunale. La presentazione è avvenuta questa mattina a Palazzo di Città con l’assessore Patrizia Martelli, la Presidente dell’OPI Pescara Irene Rosini, il vicepresidente Giuseppe Fedele Di Maggio e la consigliera Maria Grazia D’Intino.
La manifestazione, che vedrà la partecipazione del Sindaco di Pescara e delle autorità locali, inizierà alle 9 con partenza fissata presso il Teatro d’Annunzio. Da lì, i partecipanti si sposteranno verso Piazza Salotto, attraversando il Ponte del Mare per poi ripercorrere il percorso a ritroso.
«È un’iniziativa che nasce dall’esigenza di sensibilizzare la cittadinanza, affinché queste aggressioni non avvengano più», afferma la Presidente dell’OPI Pescara, Irene Rosini. «La conseguenza di questa escalation è quella in primis della paura – prosegue Rosini –. Si lavora male, in un contesto, quello ospedaliero, che richiede un clima assolutamente sereno per prestare la migliore assistenza possibile. Chiaramente le persone aggredite hanno delle ripercussioni che in qualche modo vanno sulla loro sfera personale, quindi notti insonni, ripensamenti, anche richieste di cambiamento di reparto».
«Il Comune di Pescara ha concesso il patrocinio a questa iniziativa, per dare un segnale di vicinanza – è intervenuta l’assessore Martelli –, sono tantissimi i casi che ogni giorno si verificano, quindi noi dobbiamo dire no alla violenza e sì alla cura, quindi massimo supporto da parte dell’amministrazione comunale per questa importante iniziativa a favore di tutta la cittadinanza».
Nel 2025 le aggressioni nella Asl di Pescara sono state 69, e hanno coinvolto circa 80 operatori, mentre in tutta la regione si sono verificati 200 episodi che hanno coinvolto circa 300 operatori. Il Pronto Soccorso è il luogo in cui avviene la maggior parte delle aggressioni, e i più colpiti sono gli operatori del 118, seguono le degenze e si verificano situazioni simili anche in sala parto.
«L’azienda sanitaria ha messo in atto delle misure per fare in modo che gli operatori imparino a gestire questi fatti e ha predisposto la vigilanza ma le aggressioni, che siano fisiche o verbali, lasciano comunque il segno, in maniera profonda. E non ci possiamo permettere che ne accadano altre anche perché c’è carenza di personale», conclude Rosini.