Maltempo e viabilità, a Chieti scontro politico in Provincia: la minoranza incalza Menna

23 Aprile 2026
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Dalla seduta straordinaria di Castiglione Messer Marino appello a priorità tecniche, manutenzione e trasparenza. In arrivo anche una videocall nazionale sul Ponte Sente per valutare una riapertura parziale

CHIETI – Il Consiglio provinciale straordinario di martedì 21 aprile, convocato per affrontare l’emergenza maltempo che ha colpito duramente la provincia di Chieti, si è trasformato in un confronto politico acceso sulla gestione della crisi, sulla programmazione degli interventi e sulle responsabilità istituzionali. Nel corso della seduta, la minoranza ha rivendicato un ruolo attivo e costruttivo, ricordando di aver sollecitato già il 9 aprile la convocazione urgente dell’assise per raccogliere il grido d’allarme lanciato dai sindaci dei territori colpiti.


A fare il punto sulla gravità della situazione è stata la relazione dell’ingegner Campitelli, che ha quantificato in oltre 115 milioni di euro il fabbisogno necessario per ripristinare la rete viaria e intervenire sul dissesto idrogeologico. I consiglieri de La Provincia che Vogliamo hanno quindi presentato un emendamento per chiedere piena chiarezza sulle priorità degli interventi, proponendo una classificazione esclusivamente tecnica, affidata alla struttura dirigenziale dell’Ente, alla quale hanno ribadito la loro fiducia.


Secondo la minoranza, però, la responsabilità dell’attuale situazione affonderebbe anche in anni di scarsa manutenzione ordinaria delle strade, dei costoni, dei canali idrici e delle cunette laterali. Come esempio è stato citato il tratto del fiume Treste, dove – sostengono i consiglieri – un’opera di contenimento relativamente contenuta avrebbe potuto evitare danni oggi molto più ingenti.
Nel dibattito è emersa anche una forte richiesta di maggiore trasparenza amministrativa, con la condivisione preventiva di documenti, atti e verbali di somma urgenza. La minoranza ha inoltre insistito sulla necessità di affrontare con priorità l’isolamento dei comuni montani, richiamando arterie strategiche come la SP 212, per garantire ai cittadini delle aree interne collegamenti più rapidi e soprattutto più sicuri.

Alla discussione sulla viabilità si affianca ora un altro dossier strategico: il Ponte Sente. L’Assessore regionale Tiziana Magnacca fa sapere che è stata fissata per mercoledì 29 aprile alle ore 14 una videocall convocata dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, per avviare un confronto tecnico finalizzato a un eventuale sopralluogo congiunto e a una possibile riapertura parziale e contingentata della struttura.


All’incontro parteciperanno Anas, la Provincia di Isernia e il Dipartimento della Protezione civile della Regione Abruzzo. L’iniziativa nasce su sollecitazione del capo dell’Agenzia di Protezione civile abruzzese, Maurizio Scelli, dopo le visite nei paesi più colpiti dal maltempo – Castiglione Messer Marino, Schiavi di Abruzzo e Fraine – dove i sindaci avevano chiesto di valutare la riapertura del ponte, chiuso da anni.
L’obiettivo del confronto è predisporre una verifica tecnica più approfondita, con tecnici e professionisti specializzati, per valutare le condizioni statiche e funzionali del ponte e capire se esistano i margini per un ripristino, anche temporaneo, del collegamento tra Abruzzo e Molise.

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli assessori regionali Tiziana Magnacca e Umberto D’Annuntiis, che hanno ringraziato Scelli per l’impegno e sottolineato come il tema sia stato rapidamente portato all’attenzione del Dipartimento nazionale.


Il presidente della Provincia Francesco Menna è finito nel mirino della minoranza, che gli contesta di aver alzato i toni e scaricato le responsabilità su Governo regionale e nazionale, limitandosi a chiedere nuove risorse senza offrire – a loro giudizio – soluzioni concrete. I consiglieri hanno accusato Menna di aver privilegiato in passato logiche politiche rispetto a una programmazione equilibrata degli investimenti sul territorio.

Nel mirino anche il caso del consigliere Enzo Di Diego, eletto nelle file de La Provincia che Vogliamo e approdato poi alla maggioranza con l’accettazione di cinque deleghe, tra cui edilizia scolastica e urbanistica. La minoranza ha definito questa scelta una “bassa politica” che allontana i cittadini dalle istituzioni e tradisce il mandato elettorale ricevuto.

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