Nuvola di polvere all’ex cementificio di Pescara, il verbale tecnico spiega: «Materiale calcareo “collassato”»

23 Aprile 2026
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Polvere densa in via Raiale, avviate stamattina le indagini sulla qualità dell'aria

Il verbale del Responsabile della Sicurezza chiarisce la dinamica dell’incidente all’ex cementificio in via Raiale: un carico di materiale calcareo, ritenuto solido, è collassato durante il taglio del silos 54. Cantiere parzialmente fermo dopo l’ispezione di ASL e ARPA

PESCARA – L’improvviso polverone che nel pomeriggio di martedì 21 aprile ha avvolto l’area di via Raiale, a Pescara, ha ora una spiegazione tecnica ufficiale, arrivata a seguito dei rilievi effettuati dalle autorità competenti. Le immagini della densa nube sprigionatasi durante i lavori di demolizione dell’ex cementificio avevano scatenato la preoccupazione dei residenti della zona e l’immediata reazione politica del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola, il quale ha annunciato un’interrogazione d’urgenza per verificare il rispetto delle norme di sicurezza e la tutela della salute pubblica.

Secondo quanto ricostruito dal verbale del Responsabile della Sicurezza, l’Ingegner Maurizio Vicaretti, l’incidente si è verificato durante le operazioni di smontaggio del “silos 54”. Sebbene i test iniziali e la documentazione tecnica indicassero che la struttura fosse vuota, i dieci anni di inattività dell’impianto avevano in realtà causato la solidificazione di un residuo di materiale calcareo sul fondo. Durante le fasi di taglio delle lamiere, questo blocco di materiale è improvvisamente collassato, trasformandosi in polvere sottile che, complice il forte vento presente in quel momento, è fuoriuscita dal silos.

Nella mattinata di mercoledì 22 aprile, il cantiere è stato oggetto di un’ispezione approfondita durata quasi tre ore, che ha visto il coinvolgimento di tre funzionari della ASL, quattro tecnici dell’ARPA e della Polizia Municipale. Gli ispettori hanno confermato il blocco delle attività nell’area interessata, già disposto dal Coordinatore per la Sicurezza subito dopo l’evento, per consentire la messa in sicurezza del sito e la valutazione dei rischi. Le società Netlab e Calbit, responsabili dell’intervento, hanno sottolineato che la polvere dispersa è composta da inerti (pietre macinate) e che la pioggia caduta nelle ore successive ha contribuito a depositarla rapidamente al suolo.

Attualmente, la situazione è sotto stretto monitoraggio: l’ARPA e il committente hanno prelevato campioni per la qualità dell’aria, sia all’interno che all’esterno del perimetro di lavoro. I risultati di queste analisi saranno resi pubblici non appena disponibili per garantire la massima trasparenza ai cittadini.

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