Pescara, “Donna Sicura”: si conclude il primo corso di difesa personale femminile di Fratelli d’Italia. “È solo l’inizio”

20 Aprile 2026
3 minuti di lettura
Concluso il corso dedicato alla sicurezza delle donne organizzato da Fratelli d'Italia a Pescara

Due mesi di lezioni di Krav Maga e analisi psicologica del trauma, guidati dall’istruttore Essam Eldabbah e ideati da Eleonora D’Alberto. Tra le partecipanti anche la neoconsigliera comunale Giovanna Camplone. Il progetto è destinato a proseguire con nuove edizioni

PESCARA – Si è concluso a Pescara il primo ciclo di “Donna Sicura”, il corso base di difesa personale antiaggressione femminile promosso da Fratelli d’Italia Pescara. Due mesi esatti di lezioni, dal 15 febbraio al 19 aprile, al termine dei quali alle partecipanti è stato consegnato l’attestato di frequenza. Ma il saluto finale è stato unanime nel dire che quello di Pescara è un punto di partenza, non di arrivo.

L’ultima lezione si è svolta in spiaggia, allo stabilimento Nettuno Beach Club, con un ripasso all’aperto delle tecniche apprese nel corso delle settimane. A presenziare al momento conclusivo il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Cardelli e il coordinatore cittadino Andrea Cocchini, a conferma del peso politico e istituzionale che il progetto ha avuto all’interno del percorso del partito sul territorio.

L’iniziativa è nata dall’idea di Eleonora D’Alberto, che ha costruito il percorso intorno a una convinzione precisa: nella difesa personale la tecnica, da sola, non basta. Prima di imparare a reagire con il corpo, bisogna imparare a non lasciarsi paralizzare dalla paura. Il corso ha quindi unito la preparazione fisica a un’analisi più profonda del trauma e delle emozioni che si attivano nei momenti di pericolo reale, affrontando scenari spesso taciuti come il soffocamento a terra e l’aggressione alle spalle.

La parte tecnica è stata affidata al Krav Maga, il sistema di autodifesa di origine israeliana pensato per situazioni reali e per risposte rapide ed efficaci. A guidare le allieve è stato Essam Eldabbah, istruttore che le partecipanti hanno descritto più volte come qualificato e, al tempo stesso, gentile: capace di accompagnare anche chi si è presentato al corso con resistenze o timori.

Dietro a Eldabbah c’è un profilo che raramente si incontra in un corso di difesa personale. Originario di Alessandria d’Egitto, laureato, con un passato nelle forze antiterrorismo, in Italia dal 2002, ha collaborato con il Ministero della Difesa e la Marina Militare italiana, partecipato a missioni NATO e all’operazione europea Sofia nel Mediterraneo. Sette anni di servizio con la Guardia Costiera in operazioni di ricerca, sorveglianza e salvataggio. Oggi è aggregato alla Questura di Chieti, ufficio immigrazione. Pratica arti marziali da quando aveva nove anni e insegna Krav Maga dal 2011.

Intervistato in spiaggia, al termine della sessione conclusiva, Eldabbah non ha nascosto la commozione: “Ve lo giuro, mi vengono le lacrime agli occhi per quanto sono felice. Felice perché siete state bene. Felice perché sono riuscito ad aggiungere, anche minimamente, una cosa in più al vostro bagaglio. Non so come ringraziarvi”.

A raccontare il senso complessivo del percorso è D’Alberto: “Si completa il ciclo di approccio alle prime leve di difesa personale. Auspico, per me e per le donne di Pescara e provincia, che questo sia solo il primo tassello di un grande progetto. La difesa personale è un tema di grande attualità di cui si dovrebbe parlare molto di più. Può essere un piccolo antidoto alla violenza. L’augurio è di continuare, per accrescere la consapevolezza del nostro IO: quello che non permette a niente e nessuno di mancarci di rispetto o di farci del male”. E a Eldabbah riconosce il merito di aver permesso, con il suo “fare gentile”, alla “leonessa che c’è in ognuna di noi di uscire dal letargo ed esprimersi”.

Al corso ha preso parte anche la neoconsigliera comunale Giovanna Camplone, tra le voci che hanno salutato con entusiasmo la conclusione della prima edizione: “Anch’io sono stata bene, mi sono divertita e ho conosciuto delle grandi donne. Grazie a tutte e soprattutto grazie a Essam”. Un riconoscimento che, venendo da una rappresentante istituzionale, conferma il carattere trasversale del progetto e la sua capacità di tenere insieme dimensione personale e impegno pubblico.

Daniela Nobilio racconta l’esperienza con parole che vanno oltre il tecnicismo: “Si è chiusa la prima fase di questo percorso e insieme all’attestato porto a casa qualcosa di molto più grande: consapevolezza, forza, presenza. Non è stato solo imparare a difendersi. È stato imparare ad ascoltarsi, ad occupare spazio, a dire “ci sono” con il corpo e con la mente. Entrata con curiosità, esco con una nuova sicurezza”. Daniela Terreri racconta di essersi trovata molto bene, di aver imparato molto e si è divertita, riconoscendo a Eldabbah un ruolo decisivo nella riuscita del corso. Più sintetica, ma non meno eloquente, Antonella Bottarini: “Grazie Essam, e girl power”. Sulla stessa linea si colloca la testimonianza di Claudia Annunziata, che ringrazia l’istruttore e le altre partecipanti ed esprime soddisfazione per la scelta di proseguire questo percorso all’interno della grande famiglia di Fratelli d’Italia.

A suggellare il percorso, la riflessione di D’Alberto sul valore del gruppo costruito in queste settimane: “Oggi abbiamo dimostrato a noi stesse che la squadra può vincere. E se la squadra è fatta di donne che si rispettano, che si supportano, che si accolgono, si vince ancora di più”.

L’iniziativa si inserisce nel lavoro che Fratelli d’Italia Pescara sta portando avanti sui temi della sicurezza e dell’autodeterminazione femminile, con un taglio concreto che punta a offrire alle donne strumenti reali, prima ancora che messaggi. Il primo ciclo è concluso. D’Alberto chiude il suo racconto con una frase che suona insieme come bilancio e come programma: “Che sia solo l’inizio di un percorso ricco di tante avventure e condivisioni”.

Altro da

Non perdere