Terme di Caramanico, Marsilio: “L’asta sarà prorogata ma la valutazione dei curatori è fuori mercato”

20 Aprile 2026
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terme di caramanico

Il Presidente della Regione Marco Marsilio annuncia la proroga della scadenza della gara per la concessione delle acque termali di Caramanico al 24 luglio. Il Governatore respinge le critiche del PD e sollecita i curatori fallimentari a sbloccare la vendita dello stabilimento utilizzando come base d’asta l’offerta formale di Popoli Inn già ricevuta

CARAMANICO TERME – Sulla complessa vicenda delle Terme di Caramanico interviene il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per fare chiarezza sulle prossime scadenze e rispondere alle critiche sollevate dalle opposizioni. Il messaggio è duplice: da un lato la conferma di una proroga tecnica per la concessione delle acque, dall’altro un sollecito diretto ai curatori fallimentari affinché si sblocchi la vendita dello stabilimento.

Marsilio liquida come “grida d’allarme” le preoccupazioni espresse dai consiglieri regionali del Partito Democratico riguardo alla scadenza della gara per le acque termali. «Areacom ha già ricevuto da anni l’indirizzo di prorogare automaticamente la scadenza almeno fino a quando non apparirà all’orizzonte una soluzione definitiva della vicenda fallimentare, che dipende dai curatori fallimentari nominati dal Tribunale. Alla scadenza del 24 aprile, Areacom provvederà a fissare la nuova scadenza al 24 luglio».

Il cuore della questione riguarda la vendita dell’immobile. Secondo quanto riporta Marsilio, esisterebbe già una proposta formale da parte di Popoli Inn, la società che ha già rilevato e rilanciato con successo lo stabilimento di Popoli Terme. Quest’ultimo, passato da una crisi profonda a circa 150.000 presenze annue, garantirebbe da solo il numero di presenze che, prima del fallimento, Popoli e Caramanico riuscivano a fare insieme.

Proprio su questo punto il governatore replica al consigliere Blasioli, accusandolo di diffondere notizie infondate sulla presunta incongruenza dell’offerta: «Sarebbe meglio evitare di creare turbativa d’asta, diffondendo notizie destituite di fondamento, perché a noi non risulta che i curatori abbiano mai risposto ufficialmente a Popoli Inn, tantomeno che abbiano dichiarato incongrua l’offerta». Marsilio ribadisce anche che un intervento regionale sarebbe stato uno spreco di risorse, portando la Regione a pagare l’immobile «il quadruplo del suo valore di mercato».

Per il Presidente, il vero ostacolo è la valutazione economica dello stabilimento, ritenuta eccessiva e fuori mercato: «Di ‘incongrua’ c’è solo la stratosferica valutazione fuori mercato dei curatori, unica ragione che ha portato a perdere anni in attesa di un ribasso che allineasse l’offerta alla domanda. Con lunghi mesi di attesa tra un’asta e l’altra», dice.

Il Presidente fa inoltre notare che sono trascorsi diversi mesi dall’ottava asta e «non si capisce cosa si stia attendendo per pubblicare la nona e per abbattere il prezzo».

«Sarebbe il caso che i curatori prendessero l’unica offerta ricevuta e formalizzata, quella di Popoli Inn, e la proponessero al mercato come base d’asta per verificare se ci siano operatori disposti a pagare di più». Si tratterebbe dell’unico metodo valido per definire il reale valore del bene e affidarlo a un soggetto che, secondo quanto dichiarato, sarebbe in grado di «riattivare in soli sei mesi l’attività termale», replicando l’exploit già visto a Popoli.

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