Flash mob questa mattina davanti al municipio contro il passaggio dagli appartamenti ai centri di accoglienza. Attesa per il 28 aprile quando il Tar deciderà sul ricorso presentato dall’Arci
PINETO – Ha fatto rumore il flash mob di un nutrito gruppo di cittadini ucraini, che hanno manifestato stamattina davanti al municipio di Pineto, contro il trasferimento dagli appartamenti diffusi a due centri di accoglienza tra Roseto e la stessa Pineto. Sono circa 350 in totale le persone coinvolte nella rete dell’accoglienza, che chiedono di bloccare la procedura e di avere maggiori garanzie sulle condizioni di vita.
Nei giorni scorsi, il prefetto di Teramo Fabrizio Stelo aveva provato a rassicurare la comunità, fortemente in apprensione per il 28 aprile, quando il Tar dell’Aquila si pronuncerà sul ricorso presentato dall’Arci, per ottenere la sospensiva del trasferimento. Tra le richieste dei manifestanti, anche l’aumento del “pocket money”, ovvero il contributo giornaliero per le piccole spese.
Dal presidio emergono soprattutto le preoccupazioni delle famiglie. «Trasferirci in hotel è un passo indietro: non c’è spazio privato, non c’è una cucina, diventa difficile integrarsi», racconta una donna ucraina, non nascondendo il timore per un peggioramento delle condizioni di vita, in particolare per i figli.
Ancora più forte l’allarme lanciato da un’altra madre, sempre della stessa nazionalità: «Per i bambini è drammatico, molti sono disabili o con legge 104. Per favore lasciateci qui», dice.
La protesta proseguirà anche nei prossimi giorni in attesa della decisione del tribunale amministrativo, mentre la comunità ucraina chiede di poter restare negli appartamenti che «rappresentano oggi l’unica forma di stabilità raggiunta dopo l’arrivo in Italia».