Un concerto tra memoria e contemporaneità: Ars Trio e Ars Ludi protagonisti a L’Aquila

17 Aprile 2026
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Ars Trio Roma

All’Auditorium del Parco un viaggio sonoro tra citazioni, risonanze e riletture del Novecento

L’AQUILA – Un dialogo raffinato tra tradizione cameristica e ricerca contemporanea è al centro del concerto in programma domenica 19 aprile alle ore 18 all’Auditorium del Parco, nell’ambito dell’ottantesima stagione della Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”. Sul palco due formazioni di eccellenza: l’Ars Trio di Roma — Laura Pietrocini al pianoforte, Marco Fiorentini al violino e Valeriano Taddeo al violoncello — e l’ensemble di percussioni Ars Ludi, composto da Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi e Gianluca Ruggeri.

L’Ars Trio di Roma, formatosi sotto la guida del Trio di Trieste alla Chigiana di Siena, è oggi una delle realtà cameristiche più affermate del panorama italiano, vincitrice di prestigiosi riconoscimenti internazionali come il Concorso “Città di Pinerolo” e il “Premio Trio di Trieste”. Ars Ludi, fondato a L’Aquila nel 1987, rappresenta invece un punto di riferimento per la musica per percussioni: nel 2022 ha ricevuto il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia, conferma di un percorso artistico che unisce repertorio contemporaneo, multidisciplinarità e teatro musicale.

Il programma della serata attraversa il Novecento esplorando il tema della citazione come memoria sonora che riaffiora trasformata. Si apre con il “Trio di Charles Ives (1904-1905), pagina emblematica del compositore americano, in cui musica colta e popolare convivono in una scrittura audace, segnata da politonalità e poliritmie.

Segue “Rain Tree“(1981) di Tōru Takemitsu, brano ispirato a un racconto di Kenzaburō Ōe: tre percussionisti evocano l’immagine poetica di un albero che continua a lasciar cadere gocce di pioggia dopo il temporale, in un equilibrio di silenzi, risonanze e delicate trasparenze timbriche.

A chiudere il concerto, la “Sinfonia n. 15“di Dmitrij Šostakovič nella trascrizione per trio e percussioni di Viktor Derevianko, approvata dallo stesso compositore. Ultima sinfonia del maestro russo, l’opera intreccia apparente linearità e mistero, con citazioni di Rossini e Wagner che emergono come indizi di un discorso più profondo. L’arrangiamento cameristico ne mette in luce la dimensione intima e allusiva, offrendo una nuova prospettiva interpretativa.

Un appuntamento di grande fascino, che invita il pubblico ad un ascolto attento e immersivo, dove passato e presente dialogano attraverso suoni, memorie e suggestioni. Un’occasione preziosa per scoprire come la musica sappia reinventarsi senza perdere il filo della propria storia.

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