Vinitaly, l’Abruzzo chiude in crescita: 97 cantine e oltre 300 etichette con il Cerasuolo protagonista

15 Aprile 2026
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Imprudente al Vinitaly

Il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente traccia un bilancio: “Presentato un Abruzzo reale, dinamico e proiettato nel futuro”

L’AQUILA – «Abbiamo presentato un Abruzzo reale, dinamico, consapevole della propria storia ma proiettato nel futuro». Con queste parole il vicepresidente Emanuele Imprudente traccia il bilancio della presenza abruzzese alla 58ª edizione di Vinitaly, che si chiude oggi a Verona.

La regione si è distinta al Padiglione 12 con 97 cantine e un’enoteca consortile, che ha valorizzato oltre 300 etichette, offrendo una panoramica ampia e rappresentativa della produzione vinicola regionale.

Nel suo intervento, Imprudente ha rimarcato il valore del territorio come elemento fondante della qualità: «Abbiamo un territorio meraviglioso con mare e montagne raggiungibili in meno di un’ora e oltre il 40% del territorio è interessato da aree protette. A questo si aggiunge la sapienza ereditata dai nostri nonni, capace di trasformare vitigni come Montepulciano, Trebbiano e Pecorino in vini di altissima qualità».

Tra i protagonisti dell’edizione, il Cerasuolo d’Abruzzo, al centro di un’iniziativa che lo ha portato per la prima volta fuori dal padiglione fieristico: tre giorni di presenza sulla Torre dei Lamberti, a 84 metri d’altezza nel cuore del centro storico di Verona, con vista sulla città.

Accanto alla valorizzazione dei vini, spazio è stato riservato anche all’innovazione con l’Abruzzo Virtual Tour, uno strumento tecnologico pensato per raccontare la regione oltre i confini fisici della fiera.

«In un momento difficile – ha commentato Imprudente – in cui registriamo consumi in calo, costi energetici elevati e tensioni geopolitiche, l’Abruzzo ha reagito con una inedita compattezza. Regione, Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e produttori hanno lavorato in sinergia, superando divisioni del passato per mettere al centro la qualità del nostro vino».

Il vicepresidente ha ribadito anche il valore culturale del settore: «Il vino è identità, storia e tradizione familiare. È cultura italiana, parte integrante del patrimonio immateriale Unesco della cucina».

Un messaggio condiviso anche dal ministro Francesco Lollobrigida, in visita allo spazio Abruzzo, che ha riconosciuto il lavoro svolto dalla giunta regionale. «Se raccontiamo l’Abruzzo tutti insieme – ha proseguito Imprudente – siamo vincenti».

Un’edizione che segna un cambio di passo per la regione: da territorio “nascosto” a protagonista consapevole, pronta ad affrontare il futuro con maggiore unità e una visione strategica condivisa.

Un passaggio significativo è stato dedicato al ricordo del vignaiolo aquilano Luigi Cataldi Madonna, figura di riferimento del panorama vitivinicolo nazionale e tra i pionieri del Pecorino e del Cerasuolo.

«Un vignaiolo straordinario con cui ho anche avuto confronti accesi, ma allo stesso tempo un rapporto di profonda stima e schietta amicizia – ha raccontato Imprudente – capace di unire le persone attorno al valore del vino abruzzese. Proprio sulla sua memoria si sta costruendo oggi una comunità vitivinicola più compatta, capace di superare divisioni e gelosie storiche».

Guardando al futuro, il vicepresidente ha indicato anche una prospettiva più ampia, legata alla stabilità e alla crescita del comparto: «Una stagione che dia il meglio all’agricoltura e, soprattutto, un momento duraturo di pace».

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