T-Red, il Giudice di Pace annulla la multa per passaggio con rosso a Pescara: era cambio di corsia

8 Aprile 2026
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telecamera t-red

Parla l’avvocato Antonio Luciani che difende l’automobilista: “Il conducente che attraversa l’incrocio con semaforo verde, pur avendo occupato una sede destinata a una manovra diversa, commette solo un’infrazione minore alla segnaletica orizzontale”

PESCARA – Nuovo capitolo nella polemica sui semafori T-Red in città. A fronte delle contestazioni sollevate da cittadini e consiglieri comunali, arriva una sentenza del Giudice di Pace che riapre il dibattito sulla correttezza di alcune multe elevate dagli impianti di rilevazione automatica.


A rappresentare il ricorrente è stato l’avvocato di Francavilla al Mare Antonio Luciani, che ha ottenuto l’annullamento della sanzione con decisione del 24 marzo 2026, nella causa civile n. 5901/2025 R.G.. Secondo quanto stabilito dal giudice, il conducente che attraversa l’incrocio con luce verde per la direzione effettivamente seguita, pur avendo occupato una corsia destinata a una diversa manovra, non commette il passaggio con il rosso.


La condotta, secondo la sentenza, va ricondotta semmai alla violazione della segnaletica orizzontale, punita dall’articolo 146, comma 2, del Codice della Strada, e non alla fattispecie più grave prevista dal comma 3, che comporta anche la decurtazione dei punti patente. In sostanza, per il tribunale onorario non si può equiparare un cambio di corsia con semaforo verde al transito con luce rossa.


Il caso torna ad alimentare le critiche verso i T-Red di Pescara, da tempo al centro di segnalazioni e polemiche per presunti errori nella rilevazione delle infrazioni. La sentenza potrebbe ora essere richiamata in altri ricorsi analoghi, in attesa di eventuali verifiche da parte dell’amministrazione comunale.

Va rimarcato che nel caso di violazioni come questa, l’automobilista ha una doppia scelta: il ricorso al Prefetto oppure il ricorso al Giudice di Pace. La prima soluzione è generalmente più economica, perché non richiede l’assistenza di un avvocato; il secondo, invece, comporta costi più elevati ma consente una valutazione più approfondita della vicenda da parte del giudice.

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