L’Aquila, 17 anni dopo: la città si raccoglie nel ricordo

6 Aprile 2026
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Nel 17° anniversario la città sceglie una commemorazione senza corteo. Dai familiari l’appello ai giovani: “Siate sentinelle della memoria”

L’AQUILA – Una luce azzurra che avvolge Palazzo Margherita, il silenzio composto dell’Emiciclo, i fiori bianchi deposti uno alla volta. Così L’Aquila ha ricordato, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, le 309 vittime del terremoto del 2009, a poche ore dal 17° anniversario della tragedia che cambiò per sempre il volto della città.

La commemorazione, svolta nella sera di Pasqua, ha adottato una formula diversa dal tradizionale corteo ma ampiamente condivisa dalla comunità. I cittadini si sono raccolti all’Emiciclo, accompagnati dalle note dei Solisti Aquilani, che hanno eseguito brani di Haendel, Vivaldi e Bach. Presenti il sindaco Pierluigi Biondi, rappresentanti della giunta, istituzioni e forze dell’ordine.

Al centro della piazza, il grande telo con i nomi delle vittime stampati in rosso, accanto allo striscione dei familiari: “Per loro. Per tutti i familiari delle vittime. L’Aquila 6 aprile 2009”. La cerimonia è poi proseguita al Parco della Memoria, dove i Red Blue Eagles hanno affisso uno striscione dedicato al ricordo e dove il funzionario comunale Daniele Ciuffetelli ha acceso il braciere in rappresentanza dei dipendenti comunali.

A nome dei familiari è intervenuto Vincenzo Vittorini, che ha ricordato “la notte più lunga per gli aquilani” e ha ribadito il valore della memoria come responsabilità collettiva. “Abbiamo scelto di non sfilare, ma di ritrovarci”, ha spiegato, richiamando anche la figura di Antonietta Centofanti e citando José Saramago: “Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo”. Rivolgendosi ai giovani, ha lanciato un appello a farsi “sentinelle della memoria”, affinché il ricordo possa attraversare le generazioni.

La notte si è conclusa con la lettura dei nomi delle 309 vittime e con la deposizione dei fiori sulla fontana monumentale, un gesto semplice e potente che ha accompagnato la chiusura della commemorazione. Sui social, il sindaco Biondi ha scritto: “Onoriamo la nostra notte più lunga, la luce fa sperare. Onoriamo il dolore, attraversiamo il buio, camminiamo nel silenzio verso il giorno”.

Da Roma è arrivato anche il messaggio del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha ricordato la tragedia aquilana con un pensiero rivolto alle vittime e ai soccorritori: “Il 6 aprile resta una ferita aperta nel cuore del nostro Paese. Oggi ricordiamo commossi le 309 persone la cui vita fu spezzata dalla violenza del terremoto che nel 2009 colpì l’Abruzzo”.

Il ministro ha aggiunto: “Il mio pensiero va anche a tutti coloro che rimasero feriti e a chi, con dignità e determinazione, ha affrontato il dolore e la devastazione che seguirono al sisma. Rinnovo la mia gratitudine alle Forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco, ai militari, ai volontari della Protezione Civile e a tutti i soccorritori che, fin dalle prime ore, hanno lavorato senza sosta per salvare vite umane e assistere la popolazione colpita. Insieme al ricordo di quanto accaduto rinnoviamo l’impegno a proseguire lungo la strada che abbiamo intrapreso, per garantire sempre più sicurezza ai nostri territori”.

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