Il professore dell’Università di Firenze che ha seguito anche gli episodi di Niscemi: “Colti i segni precursori, sgomberati gli edifici in tempo. Ora attendiamo che la frana si arresti”
SILVI – Questa mattina alle 12:30 si è tenuto un sopralluogo nell’area di Silvi Paese interessata dalla frana, alla presenza dei tecnici della Protezione Civile nazionale e regionale, dei rappresentanti del Comune e degli esperti del settore geologico. Tra loro anche il professor Nicola Casagli, docente di Geologia applicata all’Università di Firenze e presidente dell’OGS, affiancato dal professor Nicola Sciarra dell’Università di Chieti.
Durante l’ispezione, gli esperti hanno analizzato la composizione del terreno e i fattori che hanno contribuito all’attivazione del movimento franoso, evidenziando l’importanza di attendere la completa spiegazione del fenomeno prima di pianificare gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza.
Alle 14:00 si è svolto un punto stampa in Comune per un primo esame della situazione e per definire i provvedimenti urgenti da adottare. Nel pomeriggio, alle 16, è previsto l’incontro istituzionale con tecnici, amministratori e rappresentanti politici che avrà come obiettivo la programmazione degli interventi necessari alla riapertura della Strada Provinciale 29, chiusa da oltre un anno a causa di un precedente smottamento.
Nel corso del sopralluogo, il professor Casagli — già impegnato nel monitoraggio della frana di Niscemi — ha ricordato la reattività dei fenomeni franosi di natura sabbiosa e l’efficacia dell’attività di prevenzione messa in campo: “Le frane su sabbia si innescano con una risposta molto rapida alle piogge, quindi in maniera improvvisa. Fortunatamente sono stati colti i segni precursori, per cui sono stati sgomberati gli edifici prima che arrivasse la frana. Credo sia stato un esempio eccellente di Protezione Civile. Ora c’è da attendere che la frana si fermi: appena smetterà di piovere la situazione migliorerà. Poi si potrà pensare agli interventi da adottare.”
Il monitoraggio dell’area proseguirà nei prossimi giorni, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche che consenta di avviare le prime valutazioni tecniche sulle opere di consolidamento e sul ripristino della viabilità.