Pescara si fermerà il 13 e 14 aprile per i lavori Aca all’Acquedotto Giardino: chiusi scuole, mercati, impianti sportivi e musei e attivo il Coc. Confesercenti chiede che il costo dell’investimento PNRR non ricada solo sulle imprese contemplando dei ristori economici per le attività commerciali, mentre i consiglieri del Pd attaccano sulle tempistiche
PESCARA – Il maxi intervento dell’ACA programmato ad aprile, che coinvolgerà anche Pescara tra i 22 Comuni interessati, sta già innescando un acceso scontro politico. Il Comune del capoluogo adriatico, al termine una riunione con il sindaco Carlo Masci, il direttore generale, i dirigenti interessati, la Protezione civile comunale, la Polizia locale e i rappresentanti delle società partecipate, oggi ha ufficializzato la chiusura totale per il 13 e 14 aprile di scuole di ogni ordine e grado (compresi i nidi pubblici e privati), musei, impianti sportivi, mercati coperti e mercato ittico.
La presidente di Confesercenti Pescara, Marina Dolci, ha paragonato lo stop idrico agli effetti del lockdown: «Nessuno potrà lavorare. Bar, ristoranti e laboratori artigianali saranno i primi a sospendere le attività con incassi azzerati ma costi fissi da sostenere». L’associazione chiede la convocazione urgente di un tavolo tecnico per prevedere ristori economici, affinché il costo dell’investimento PNRR non ricada solo sulle imprese.
Mentre Palazzo di Città si mette al lavoro per prevenire i disagi, attivando anche il Centro Operativo Comunale (Coc) per assistere la popolazione, la gestione dei tempi finisce nel mirino dell’opposizione. I consiglieri comunali del Partito Democratico – Piero Giampietro, Giovanni Di Iacovo, Francesco Pagnanelli, Michela Di Stefano e Marco Presutti – hanno sollevato una dura polemica sulla programmazione dell’opera.
«Un intervento di questa portata è senza dubbio programmato da mesi», attaccano i consiglieri dem. «Bisogna chiarire cosa abbia impedito di eseguire i lavori nei giorni in cui il calendario scolastico prevedeva già la sospensione delle lezioni, anziché mettere migliaia di famiglie in difficoltà subito dopo Pasqua e le chiusure elettorali». Secondo il Pd, le informazioni fornite finora sarebbero carenti e mancherebbero indicazioni, ad esempio sull’assistenza alle strutture sanitarie, università e uffici pubblici.