Si tratta dell’unico presidio scolastico del comprensorio per infanzia e primaria: intervento da 3 milioni contro lo spopolamento
CROGNALETO – A Nerito di Crognaleto la posa della prima pietra della nuova scuola “Don Michelangelo Forti” diventa qualcosa di più di una semplice cerimonia. È un segnale politico e territoriale forte, capace di richiamare attorno allo stesso tavolo istituzioni e amministratori da tutta la provincia e dalla Regione.
Una presenza trasversale difficilmente immaginabile: sindaci del territorio, rappresentanti regionali, il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio con assessori e consiglieri regionali , il senatore Etel Sigismondi, il presidente della Provincia Camillo D’Angelo, sindaci di tutto il territorio e di ogni estrazione politica. Un richiamo quello delle aree interne che, per una volta, riesce a portare l’attenzione sul territorio e non sui colori.
A sottolinearlo è stato il sindaco Orlando Persia: «Un riferimento per la nostra comunità, questa è una giornata storica». La scuola sarà l’unico presidio scolastico del comprensorio per infanzia e primaria, destinato ad accogliere circa 40 bambini. L’intervento, finanziato con 3 milioni di euro dalla struttura commissariale, porterà alla realizzazione di un edificio moderno, sicuro e sostenibile, progettato secondo i più avanzati criteri antisismici.
Un’opera che va oltre l’aspetto educativo: la nuova scuola rappresenta un presidio sociale fondamentale per la Val Vomano, uno strumento concreto per contrastare lo spopolamento e garantire servizi essenziali alle famiglie.
«Non è solo ricostruzione ma investimento sul futuro», ha evidenziato il presidente Marsilio, ribadendo come le aree interne non possano essere considerate marginali ma parte integrante dell’identità e dello sviluppo dell’Abruzzo.
A rendere ancora più simbolica la giornata, la presenza dei bambini, protagonisti di un momento di animazione che ha dato il senso più concreto dell’opera: costruire oggi un luogo che serve a far restare vive le comunità domani.