Operazione “Eldorado” a Pescara: due professionisti ai domiciliari per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio

25 Marzo 2026
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Pescara, operazione "Eldorado": due professionisti ai domiciliari per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio

Arresti domiciliari per due professionisti e interdizione dall’attività imprenditoriale per un prestanome. Bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e omessa dichiarazione dei redditi per 400.000 euro sono i reati contestati

PESCARA – Due professionisti sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per un terzo soggetto è stato adottato in provvedimento restrittivo in quanto individuato come prestanome: questo l’epilogo dell’operazione “Eldorado”, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara, partita dall’analisi di alcune società operanti nel settore della ristorazione nel territorio locale.

Gli accertamenti bancari e le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno concorso a ricostruire lo spostamento di importanti somme di denaro provenienti da imprese regionali e non, che risultavano in dissesto o fallite e intestate fittiziamente a soggetti compiacenti.

Secondo quanto emerso, le somme sarebbero state distratte e successivamente reimpiegate tramite emissione di consulenze fittizie a favore di una società riconducibile ai due professionisti indagati. Il denaro, così “ripulito”, sarebbe stato reinvestito in attività economiche formalmente lecite.

Durante le indagini, è stata notata la presenza di un soggetto che conduceva un tenore di vita incompatibile con i redditi dichiarati, che per nascondere la disponibilità di alcuni beni li avrebbe intestati in maniera fittizia familiari e conviventi. Già nei mesi di giugno e gennaio scorsi, gli investigatori avevano eseguito sequestri preventivi per circa mezzo milione di euro, tra denaro, beni mobili e immobili, tra cui anche una Ferrari California.

In totale gli indagati risultano sette. A loro sono stati contestati a vario titolo i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e omessa dichiarazione dei redditi per un totale di circa 400mila euro non dichiarati.

Il G.I.P. del Tribunale di Pescara, condividendo le richieste della Procura, ha disposto le misure cautelari degli arresti domiciliari per i due professionisti e il divieto di esercitare attività imprenditoriali nei confronti del prestanome, a seguito di un interrogatorio preventivo.

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