Giornata nazionale acqua: Chieti maglia nera in regione per disservizi idrici, male anche Pescara

22 Marzo 2026
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L’Istat diffonde le nuove statistiche. Abruzzo terza regione italiana per contrazione delle risorse disponibili: nel 2024 prelevati circa 282,2 milioni di metri cubi di acqua per uso potabile

CHIETI – L’Istat celebra la Giornata nazionale dell’acqua di oggi diffondendo un dossier sul consumo del cosiddetto “oro blu”.

Si scopre che nel 2024 i residenti italiani coinvolti da misure di razionamento dell’erogazione dell’acqua nei capoluoghi di provincia/città metropolitana sono oltre un milione (5,8% della popolazione), in aumento rispetto ai 760mila dell’anno precedente (4,3% nel 2023).

In questa speciale classifica i dati più allarmanti riguardano due capoluoghi di provincia abruzzesi: Chieti e Pescara.

La situazione più difficile è a Chieti: nel 2024 l’86,7% dei teatini (circa 42.000 residenti) ha subito riduzioni o sospensioni dell’erogazione. In particolare ci sono stati 105 giorni di riduzione del servizio e ben 113 di sospensione.

A Pescara nel 2024 si sono registrati disservizi hanno coinvolto circa 31.000 residenti (il 26,2% della popolazione). In particolare ci sono stati 132 giorni di riduzione del servizio e 149 di sospensione.

Le maggiori lamentele per irregolarità nell’erogazione dell’acqua riguardano il Mezzogiorno. Dati relativi al 2025 confermano la Calabria come regione più esposta ai problemi di erogazione dell’acqua nelle abitazioni, seguita dall’Abruzzo dove il 30,3% delle famiglie lamenta questo problema.

Nel 2024 in Abruzzo sono stati prelevati 282,2 milioni di metri cubi di acqua per uso potabile, dato che pone la regione al terzo posto in Italia per contrazione delle risorse disponibili. Il consumo pro capite si attesta a 607 litri per abitante al giorno, un valore nettamente superiore alla media nazionale, pari a 411 litri.

A livello nazionale nel 2024 sono stati prelevati 8,87 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile: il livello più basso degli ultimi 25 anni e il 3% in meno rispetto al 2022.


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