Vasto, resti ossei a Punta Aderci: «Valore storico ma non archeologico»

21 Marzo 2026
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La riserva naturale di Punta Aderci a Vasto. L’ARPA frena sulla realizzazione del nuovo resort

Incontro in Municipio tra Comune, Soprintendenza e gestori della riserva: prime ipotesi di indagine geofisica e valorizzazione

VASTO – «Nella mattinata del 20 marzo 2026, si è svolto in Municipio un incontro per affrontare le criticità legate all’area di Punta Aderci dove insistono resti ossei di concittadini morti durante le epidemie di peste», ha annunciato il sindaco Francesco Menna.


Al tavolo hanno partecipato l’assessore all’Ambiente Gabriele Barisano, l’architetto Gisella La Palombara, Alessia Felizzi della cooperativa Cogecstre — gestore della riserva — e il funzionario archeologo Giorgio Garatti della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara. Quest’ultimo ha chiarito che i resti, databili al 1817 e riconducibili a un’epidemia di tifo o peste, hanno un valore storico ma non rilevanza archeologica.


«Abbiamo analizzato le principali problematiche e avanzato prime ipotesi di intervento — ha spiegato l’assessore Barisano —. Il primo passo sarà un’indagine geofisica non invasiva per definire l’estensione e le dimensioni della fossa comune, su cui al momento non esistono certezze né sull’ampiezza né sulla quantità dei resti». Tra le opzioni discusse, la valorizzazione del sito o una possibile rimozione delle ossa, nel rispetto del contesto naturale.


Nel corso della riunione è emersa anche la questione dello scavo di piazza Rossetti, dove i resti dell’antico anfiteatro romano di Histonium — visibili sotto teca — versano in condizioni critiche, con protezioni danneggiate e informazioni poco leggibili per i visitatori. Anche qui si valutano soluzioni adeguate per un intervento mirato.

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