Famiglia nel bosco, rafforzata la vigilanza per la presidente del Tribunale dei minori

10 Marzo 2026
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Dopo minacce sui social, misure di sicurezza aggiuntive per Cecilia Angrisano. La Garante De Febis: “Nessun rischio di adozione, si tratta di misure temporanee di tutela”

L’AQUILA – È stata rafforzata la vigilanza nei confronti di Cecilia Angrisano, presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, dopo gli attacchi e le minacce ricevute sui social nei mesi scorsi in seguito al caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”. La decisione arriva a tutela della magistrata, che già disponeva di un servizio di protezione per via del suo ruolo.


Angrisano era finita al centro delle polemiche dopo l’ordinanza con cui dispose la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di Nathan e Catherine, i genitori che per mesi avevano vissuto con i tre figli nei boschi abruzzesi, e il conseguente collocamento dei minori in una casa famiglia.


Proprio ieri, la presidente e il procuratore minorile David Mancini avevano diffuso una nota per rispondere alle recenti contestazioni legate al successivo allontanamento di Catherine dalla struttura protetta. “Ogni iniziativa giudiziaria – scrivono – è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”. I magistrati hanno inoltre condannato “i toni aggressivi e non continenti” che hanno caratterizzato molti commenti degli ultimi giorni sui social.


Sulla vicenda è intervenuta anche la Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha voluto chiarire la situazione: “Non esiste alcun rischio di adozione dei bambini – ha precisato – e il provvedimento adottato non ha mai previsto la separazione definitiva dei minori dalla famiglia. Si tratta di misure temporanee di tutela, disposte esclusivamente nell’interesse dei minori”.


De Febis ha inoltre aggiunto che “i tre fratelli non saranno separati tra loro” e che “le autorità stanno valutando diverse soluzioni, compresa la possibilità che restino nella comunità che li ospita, per evitare ulteriori traumi”. La Garante ha poi denunciato un episodio grave avvenuto nel fine settimana: durante un sit-in all’esterno della struttura, una ragazza minorenne ospite è stata insultata perché scambiata per un’operatrice. “Un fatto inaccettabile – ha sottolineato –. Rivolgo un appello al massimo rispetto per tutti i minori coinvolti e per le loro vite”.

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