In 15 anni la temperatura media in Italia è salita di 1,8 °C. Lungo l’Adriatico, il comfort climatico resta tra i più elevati del Paese
CHIETI – Negli ultimi quindici anni l’Italia si è surriscaldata di quasi due gradi. È quanto emerge dall’ultimo Indice del Sole 24 Ore elaborato con 3bmeteo, che fotografa un aumento medio di 1,8 °C tra il 2010 e il 2025. A soffrire di più è il Nord, dove la crescita arriva a 2,3 °C, mentre nel Mezzogiorno l’aumento si ferma a 1,3 °C.
Nel quadro di un Paese che cambia clima, l’Abruzzo si difende bene. Pescara e Chieti figurano tra i capoluoghi italiani con il clima più equilibrato, subito dietro a Bari e Barletta-Andria-Trani che guidano la classifica. La costa adriatica, grazie al mare che mitiga afa e picchi di calore, conferma una condizione di comfort climatico superiore rispetto all’interno della penisola.
Secondo i dati dell’indice, le città costiere sono premiate per il minor numero di giornate bollenti e ondate di calore, mentre i centri interni soffrono picchi termici e umidità elevata. È il caso opposto di Terni o Belluno, le più penalizzate del Paese: poche ore di sole, molte giornate fredde e un alto tasso di umidità.
Per l’Abruzzo il dato è incoraggiante, ma resta un campanello d’allarme. Gli esperti di 3bmeteo ricordano infatti che l’aumento costante delle temperature annuali non risparmia nessun territorio e che gli equilibri climatici locali — persino quelli più favorevoli come sulla costa pescarese — restano delicati e vulnerabili di fronte al riscaldamento globale.
L’obiettivo ora, sottolineano gli analisti, è unire monitoraggio, pianificazione urbana e politiche ambientali capaci di preservare la vivibilità delle città.