Dalla Matematica alla Fisica, dall’Informatica alle Scienze sociali: il Gran Sasso Science Institute apre le sue ricerche alla creatività contemporanea in vista di quattro opere che saranno presentate nel 2026
L’AQUILA – Un incontro tra linguaggi, discipline e visioni che raramente si sfiorano ma che all’Aquila hanno trovato un terreno comune. Il Gran Sasso Science Institute ha ospitato, tra fine febbraio e il 4 marzo, quattro giovani artisti selezionati per la prima residenza artistica mai organizzata dall’istituto, con l’obiettivo di trasformare le attività di ricerca del GSSI in opere d’arte originali.
Il progetto ha coinvolto le quattro aree scientifiche della scuola dottorale — Informatica, Matematica, Fisica e Scienze sociali — affidando a ciascun artista il compito di immergersi nel lavoro quotidiano di ricercatori e dottorandi. Satya Forte ha seguito l’area di Matematica, Martina Biolo quella di Informatica, Guglielmo Maggini le Scienze sociali e Lucas Memmola la Fisica, in un percorso che ha intrecciato lezioni, seminari, confronti diretti e momenti di osservazione sul campo.
La residenza ha previsto anche visite in alcune realtà scientifiche e tecnologiche partner del GSSI: dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN alla sede Telespazio nella Piana del Fucino, fino alle aree interne come Fontecchio, oggetto di studio dei ricercatori di Scienze sociali. Un itinerario che ha permesso agli artisti di cogliere non solo i contenuti della ricerca ma anche il contesto umano e territoriale in cui essa si sviluppa.
Le esperienze raccolte in questi giorni diventeranno quattro opere d’arte che saranno consegnate al GSSI entro l’estate 2026 e presentate alla città in autunno in una serie di eventi dedicati al dialogo tra arte e scienza. Un percorso che si inserisce nella crescente attenzione dell’Aquila verso progetti culturali innovativi in un momento in cui la città si prepara a consolidare il proprio ruolo nel panorama nazionale.
La residenza è stata realizzata grazie ai fondi del progetto PNRR SAFI3 e alla collaborazione con Spazio Taverna, realtà curatoriale romana specializzata nell’incontro tra arte contemporanea e ricerca.