Tredici operatori del call center CUP di Treglio trasferiti a Teramo percorrono quotidianamente fino a 250 chilometri per mantenere il posto. Tre hanno già lasciato. Il consigliere regionale Alessio Monaco denuncia una possibile nuova assunzione a Pescara: “Se confermata, sarebbe un fatto estremamente grave”
PESCARA- Fino a 250 chilometri al giorno tra andata e ritorno pur di non perdere il posto. È questo il prezzo che stanno pagando da gennaio, i 13 operatori del call center Cup di Treglio in provincia di Chieti, trasferiti dall’inizio dell’anno a Teramo senza che, finora, sia stata trovata una soluzione alternativa.
Dopo tre mesi di incontri, dichiarazioni e impegni annunciati, la situazione resta ferma. I lavoratori continuano a macinare chilometri ogni giorno per raggiungere la nuova sede. Ciò comporta un sacrificio pesantissimo per loro, non solo economico ma anche personale. E infatti tre operatori hanno già scelto di dimettersi, rinunciando, di fatto, a un impiego costruito negli anni con esperienza e formazione.
In queste ore, inoltre, fa sapere il consigliere regionale Alessio Monaco, emergono indiscrezioni secondo cui la «Asl di Pescara, l’azienda concessionaria del servizio, avrebbe assunto una nuova unità lavorativa con contratto a 24 ore». La circostanza è ancora da verificare ufficialmente. Ma, qualora fosse confermata, secondo il consigliere regionale si tratterebbe di «un fatto estremamente grave».
Monaco ricorda infatti gli impegni assunti in precedenza dall’assessore regionale alla sanità Nicoletta Veri’ e dai direttori generali delle Asl, che avevano parlato della predisposizione di un piano di ricollocazione per le unità in esubero provenienti da Teramo, con possibile reinserimento su Pescara e Chieti. Impegni richiamati anche nel corso delle interlocuzioni istituzionali con il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, ma che finora, stando a quanto sostiene Monaco, «non hanno prodotto risultati concreti».
Nella nota, il consigliere regionale sottolinea come «tre dimissioni rappresentano una grande sconfitta per chi governa e per chi ha la responsabilità di guidare la Regione Abruzzo: tutto questo poteva essere evitato con maggiore responsabilità e nel rispetto dei lavoratori».
Per questo, Monaco ha richiesto la convocazione della Commissione di vigilanza del consiglio regionale, presieduta da Sandro Mariani, per verificare formalmente se l’assunzione a Pescara sia avvenuta e, in caso affermativo, perché non sia stata data priorità alla ricollocazione del personale già in servizio e oggi costretto a percorrere centinaia di chilometri al giorno.
«La dignità del lavoro non può essere sacrificata alle chiacchiere. Servono atti concreti», conclude il consigliere.